Mercati: 2015, l’anno della volatilità?

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Mercati: 2015, l’anno della volatilità?

La discesa delle commodities, il crollo del petrolio, il possibile rialzo dei tassi Usa e l’eventuale avvio del QE europeo. La presenza di molti fattori potenzialmente dirompenti agita i mercati alimentando negli osservatori la convinzione di una crescita della volatilità sul fronte azionario. Lo sostiene Cnn Money. Sebbene l’inizio dell’anno non abbia portato ribassi significativi (i principali indici di riferimento, Dow Jones e S&P 500, hanno perso meno del 2% del loro valore nel 2015) i segnali di allarme non mancherebbero. Secondo l’analista di Wells Fargo Scott Wren, citato dall’emittente Usa, non ci sono segnali di una riduzione della volatilità nel breve periodo mentre i forti ribassi sperimentati dai comparti dell’energia, dei metalli e delle obbligazioni evidenzierebbero i timori degli investitori sullo stato di salute dell’economia globale.

L’attesa principale riguarda ovviamente la BCE che, nella giornata di giovedì, dovrebbe annunciare un programma di stimolo monetario (il famoso quantitative easing europeo). Una scelta che, nell’attuale contesto di mercato, dovrebbe alimentare ulteriore volatilità nelle borse. Secondo Abigail Doolittle, market strategist di Greenbush Financial Group, citata ancora dalla Cnn, l’indice VIX, un indicatore del livello di volatilità dei mercati, potrebbe toccare quota 50 punti contro gli attuali 22 entro la prima metà dell’anno. Un livello di crescita registrato l’ultima volta all’inizio della crisi.

Foto: Urban (Wikimedia Commons)

Fonte: www.valori.it

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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