La Grecia è un “ buco nero” che tutto ingloba e nulla restituisce

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La Grecia è un “ buco nero” che tutto ingloba e nulla restituisce

Noi facciamo la fame ed andiamo a mantenere i greci? E’ proprio così, un quinto della popolazione italiana vive al di sotto della soglia di povertà e nonostante questo i nostri recenti governi sono andati a dare 40 miliardi di euro alla Grecia che ora, dopo la vittoria di Tsipras, rischiamo di non rivedere più.

Dunque 40 miliardi di euro su 60 milioni di abitanti, fanno 667 euro ciascuno, neonati compresi, dunque per la mia famiglia in totale sono 2.667 euro che probabilmente sono andati in fumo.

Mentre nel quartier generale di Syriza si festeggia cantando “Bella ciao” (cose da non credere) e si vede pure sventolare qualche bandiera italiana, chiederei a quei craniolesi di nostri connazionali che sono là se me li danno loro i miei 2.667 euro.

La Grecia ha 322 miliardi di euro di debiti (anzi di più perché il dato è fermo allo scorso mese di settembre) ed in cassa nemmeno un centesimo ed allora Tsipras ha già dichiarato che o l’Europa gli manda ancora più soldi o lui non riconosce i debiti e non paga nulla.

Ed allora cari lettori occorre far sapere a Renzi o Padoàn o chi per loro, che se tirano fuori ancora dei soldi per la Grecia, stavolta ci incazziamo! Abbiamo già capito che lì è un pozzo senza fondo, un vero buco nero che tutto ingloba e nulla restituisce, quindi …

… BASTA!!!

E’ già stata una follia da parte nostra aver dato 40 miliardi di euro alla Grecia, ok oramai consideriamoli persi, ma adesso tornino alla loro dracma, ripartano da zero, e, dato che avranno azzerato anche il debito pubblico, si troveranno in una situazione certamente invidiabile, sarà sufficiente rimboccarsi le maniche e si aprirà davanti a loro un futuro radioso.

Se l’Italia potesse ripartire con la lira, avendo azzerato il debito pubblico, nel giro di qualche anno … ma quale Svizzera … saremmo un Eldorado!!! Il Paese più ricco del mondo!

E’ surreale, poi, sentirci rassicurare dai soliti “autorevoli” giornali a tiratura nazionale riguardo alla possibile reazione dei mercati, perché la situazione adesso in Grecia è “molto migliorata”.

Migliorata?!?

Ma se continuano ad aumentare il loro debito pubblico!!! Arrivato a quasi il 180% del Pil!!!

Sì, ma ci viene detto che adesso di questo debito pubblico solo il 17% è in mano ai privati, mentre il 10% è del FMI, l’8% della Bce, il 3% della Banca Centrale greca e ben il 62% dei Governi europei.

E per questo noi dovremmo sentirci rassicurati?!?!

Qui stiamo dando i numeri.

Scusate, ma io avrei preferito che l’intero debito pubblico greco fosse in mano ai privati!!! Se qualcuno voleva speculare, oppure era tanto scemo da tenere in portafoglio titoli del debito pubblico ellenico sarebbero stati fatti suoi.

Mi preoccupo invece proprio perché la maggior parte del debito è in mano ai Paesi dell’eurozona, e lì ci sono anche i miei soldi, soldi che mi hanno preso senza chiedere nemmeno il permesso (che comunque non gli avrei dato), e mi spiace anche per la quota del FMI e della Bce, visto che in quei carrozzoni ci siamo dentro!

E mi preoccupo ancora di più sentendo i dirigenti di Syriza dire che riusciranno a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale utilizzando i soldi provenienti dall’Europa (quindi si sentono sicuri che il loro “ricatto” di far saltare tutto, in Europa, funzioni), ma anziché convogliare questi soldi verso le Banche li intendono dirottare verso i cittadini in difficoltà.

Lodevole, ma spaventosamente pericoloso, in questi giorni i cittadini greci hanno già prelevato dai loro c/c oltre tre miliardi di euro ed è possibile prevedere una corsa agli sportelli dopo quest’esito elettorale. Due fra le Banche elleniche più importanti, già nei giorni scorsi hanno chiesto finanziamenti di emergenza alla Bce (quindi ancora soldi nostri), ma è quasi certo che l’intero settore sarà sull’orlo del baratro.

Ed allora Tsipras & Co. lascino pure fallire le Banche che il malcontento della popolazione si tramuterà presto in una guerra civile!

Giancarlo Marcotti

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