Il super franco scuote l'economia elvetica

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Il super franco scuote l'economia elvetica

Certo è che il terremoto monetario, provocato dalla decisione della Banca nazionale di sganciarsi dal cambio fisso franco-euro, ha fatto oscillare bruscamente i sismografi dell'economia. Sebbene gran parte degli analisti ha previsto solo macerie nel futuro prossimo della congiuntura elvetica, secondo altri osservatori la svolta nella politica monetaria può anche servire a stimolare il tessuto produttivo nella ricerca di nuove opportunità. Da anni, infatti, la Svizzera guida le classifiche della competitività e dell'innovazione a livello mondiale. Una posizione che, paradossalmente, potrebbe essere ulteriormente rafforzata dalla scelta della Bns.
Anche se la nuova strategia della Banca centrale ha spiazzato parecchi settori e generato insicurezza, per Rudolf Minsch, capo economista di Economiesuisse, la valutazione va proiettato a lungo termine. "Già nel 2011 erano stati analizzati alcuni aspetti legati alla forza del franco - spiega Minsch al Caffè -. Ed erano emersi due concetti: da un lato i benefici sul prezzo delle merci importate; dall'altro, gli stimoli all'innovazione. Speriamo che gli effetti sull'economia ora siano gli stessi, anche se ci vorrà un po' di tempo per compensare gli svantaggi generati a corto termine". Seppur con sfumature diverse, sulla stessa lunghezza d'onda è anche Marco Salvi, economista di Avenir Suisse, che sottolinea una solida esperienza dell'economia elvetica nella gestione del franco forte. "Ormai è dagli anni Settanta che siamo confrontati abbastanza regolarmente con questa situazione - precisa -. Finora la Svizzera ha dimostrato di avere un'economia flessibile e capace di adattarsi meglio rispetto ad altri Paesi. Superando se necessario anche tabù come quello del ribasso dei salari nominali per evitare l'esplosione della disoccupazione. Questa flessibilità è da difendere".
Per l'Unione svizzera arti e mestieri, associazione mantello delle piccole e medie imprese, le misure da prendere sono soprattutto politiche. "Ci sono diverse proposte che la politica aveva messo in cantiere prima dell'introduzione del cambio fisso che ora vanno assolutamente varate - dice il direttore dell'Usam Hans-Ulrich Bigler -. Penso soprattutto ai costi fissi che pesano molto sui bilanci di molte piccole e medie imprese. Circa un anno fa la Confederazione aveva indicato la possibilità di concedere qualche sgravio sugli oneri per queste aziende". Proposte da concretizzare il più presto possibile. "Siamo in una fase in cui la politica deve essere più decisa - continua il direttore dell'Usam -. In una situazione del genere occorre togliere alle aziende un po' di pressione".
Secondo Salvi, una delle particolarità dell'economia rossocrociata è la capacità di esportare lavoro. "In fondo esportiamo un gran numero di beni che hanno un alto contenuto di lavoro - precisa l'economista -. Come i servizi bancari o i prodotti dell'alta tecnologia. Sono esportazioni che contengono molto know how. La possibilità che, invece, si apre ora concretamente sul fronte interno è di aumentare la produttività. Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la quantità di lavoro, mentre dal profilo dell'efficienza, della produttività, c'è ancora parecchio da fare".
C'è chi intravvede anche degli effetti favorevoli per il mercato interno. "Il cambio potrebbe presto risalire verso l'1,10 - afferma Franco Ambrosetti, presidente della Camera di commercio ticinese -, ciò significa un ritorno ad una situazione che rispecchia un po' di più la realtà delle cose. Fino ad allora è pensabile che alcuni commerci abbassino i prezzi, per evitare una fuga verso altri Paesi per gli acquisti". Indicativa è la decisoone di Coop e Migros che in pochi giorni hanno ridotto i prezzi di migliaia di articoli.
Più in generale ci sono poi settori in cui l'export svizzero è particolarmente forte. "Significativi, ad esempio, sono due comparti di cui si parla poco, la produzione di cemento e di imballaggi - continua Ambrosetti -per i quali la Svizzera ha da anni una posizione leader. La qualità di questi prodotti testimonia la forza della nostra industria".
Altro aspetto importante è l'effetto stimolante che un maggior potere d'acquisto può avere sui consumi. "Il rafforzamento del franco ha di positivo che stimolerà l'importazione e consoliderà i consumi - conclude Rudolf Minsch -. Non solo delle imprese, ad esempio pagando l'energia a minor costo, ma anche dei privati. Il problema più urgente, ora è, però, gestire lo choc a corto termine".
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