Il guidatore diventerà solo un optional - di Ezio Rocchi Balbi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Se pensavamo di evitare, in un prossimo futuro, le code in autostrada grazie alle macchine volanti, scordiamocelo. Le auto che sfrecciano sospese nell'aria nei film come "Stars Wars" o "Il quinto elemento" sono destinate a rimanere, appunto, solo nei film. Se invece parliamo del futuro della mobilità, beh, quello è già arrivato.
Proprio in questi giorni chi ha potuto assistere al Consumer Electronics Show di Las Vegas ha infatti potuto constatare che negli ultimi cinque anni la presenza delle quattroruote da fantascienza è come minimo raddoppiata. Ed è un segnale importante perché, come è noto, l'industria automobilistica deve lavorare con anni d'anticipo rispetto al "prodotto" che uscirà sul mercato.
Nei prossimi dieci anni ne vedremo comunque delle belle, a partire dal primo prototipo di auto robot già presentato da Google, fino all'obiettivo finale: le vetture senza pilota.Un obiettivo di cui si potrà parlare seriamente solo dopo il 2020, come ha ammesso l'amministratore delegato di Bosch- l'azienda germanica leader mondiale delle tecnologie sfruttate poi dalle case automobilistiche- ma nell'attesa si può già parlare di guida "semi-autonoma". Il parcheggio controllato dall'esterno dell'abitacolo, ad esempio, con l'aiuto di uno smartphone è già in programma. Fidarsi completamente dell'auto, però, richiederà tempo, anche se statisticamente il 90% degli incidenti stradali è causato da un errore umano. L'ostacolo principale non è tanto lo scetticismo dei guidatori quanto il muro legislativo. Tutti i codici della strada attualmente in vigore escludono, infatti, la possibilità di staccare le mani dal volante. Cosa che non ha impedito di escogitare mille congegni per assicurare, almeno, una guida "assistita". L'informatica della mobilità già oggi è in grado di accompagnarci e decidere come affrontare le curve più impegnative e le frenate impreviste, anche se le mani al volante e i piedi sui pedali sono - figurativamente - le nostre.Che la sfida finale sia proprio quella di viaggiare leggendo il giornale e disinteressandosi della guida e del percorso è dimostrato dal fatto che tutti i grandi marchi, senza tanta pubblicità, ci stanno lavorando. Un prototipo della Mercedes, oltre a muoversi autonomamente, comunica con l'ambiente circostante, pedoni inclusi, trasmettendo segnali luminosi.
Bmw è pronta con il parcheggio gestito da un'app per smartphone, ma anche con i nuovi smart-watch; ed è impressionante vedere parcheggiare un auto guardando e toccando un orologio da polso. L'Audi ha invece affidato alla sua A7 in versione autonoma un test impegnativo: 900 chilometri in autostrada col pilota in veste di comparsa. Una sfida collettiva, al punto che Toyota ha aperto alla concorrenza qualcosa come 6 mila dei suoi brevetti.

Fonte: www,caffe.ch

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