Il benessere dell'intestino: struttura e fisiologia del sistema gastro-intestinale

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Il benessere dell'intestino: struttura e fisiologia del sistema gastro-intestinale

Secondo i principi della Naturopatia, il benessere si raggiunge e si mantiene prendendo in considerazione tutti gli aspetti che compongono l'individuo.
È altresì vero che per meglio comprendere in senso olistico la persona, occorre conoscere anche il particolare.
Per tale motivo descriviamo seppur brevemente la struttura e la fisiologia del sistema gastro-intestinale.
Compito primario del tubo digerente è la digestione e l'assorbimento dei nutrienti che introduciamo con il cibo, anche se non dobbiamo trascurare il ruolo che esso ha nella difesa immunitaria.
Gli alimenti, a mano a mano che procedono lungo il canale digerente, subiscono una serie di modificazioni fisiche e chimiche affinché le sue componenti possano essere assorbite e immesse nel circolo sanguigno e infine distribuite a organi e tessuti.
A questo proposito è bene distinguere tra alimentazione e nutrizione.
Alimentazione: il processo (condizionato da vista, olfatto ecc.) con il quale scegliamo i cibi da mettere in tavola. Pertanto, potremo scegliere un pasto ricco di grassi, oppure di vitamine o di minerali.
Nutrizione: il processo totalmente involontario attraverso il quale il sistema digerente assorbirà ciò che ho introdotto. Ovviamente, non ho la possibilità di scegliere cosa assorbire. Per capire meglio: non posso alimentarmi con una torta alla panna e cioccolato e sperare di assorbire solo le componenti «buone» di quell'alimento!
Ciò fa riflettere e deve aiutarci a essere più consapevoli delle nostre scelte alimentari.
Tra i criteri di scelta, la vista gioca un ruolo importante e può indurci in errore: i coloranti sono ritenuti necessari perché la caramella che non è rosso fuoco non è gradita dai bambini, il gelato color «puffo» non è consumato se non è di quella tinta terrificante.
Ma ci si interroga sulle sostanze chimiche utilizzate e sull'effetto dei coloranti sul nostro organismo?
Il percorso di un pasto all'interno del tubo digerente
La masticazione e la salivazione sono due fasi fondamentali per la trasformazione del cibo solido in una poltiglia semisolida, chiamata BOLO, la cui consistenza è adatta alla deglutizione. Occorre sia presente un'adeguata quantità di saliva, la quale, tra l'altro, è formata da un enzima, la ptialina: questa amilasi, come indica il nome, scinde l'amido, che è un polisaccaride costituente del grano, del mais, del riso, delle patate, dei fagioli, delle castagne ecc.
Sebbene la permanenza del cibo in bocca sia breve, questo enzima predigerisce già alcune sostanze. Da qui si deduce che una masticazione lenta consente alla ptialina di agire meglio: infatti, un'abbuffata rapida provoca l'arrivo nell'intestino tenue di frammenti di carboidrati indigeriti, causa fermentazione, richiedendo di conseguenza un maggior sforzo al pancreas per la produzione di amilasi aggiuntive.
A livello della bocca, poiché il pH è piuttosto neutro, le proteine non vengono intaccate. Nello stomaco, inizia la digestione delle proteine e si blocca quella dei carboidrati.
L'acido cloridrico (HCI), responsabile del pH fortemente acido, gli enzimi PEPSINA, RENNINA e LIPASI contribuiscono alla trasformazione del bolo in una mistura liquida, chiamata CHIMO.
La pepsina scinde le molecole proteiche, la rennina coagula il latte, agisce sul caseinogeno (proteina del latte) e la lipasi fraziona i grassi neutri in acidi grassi e glicerolo (la lipasi gastrica è secreta in piccola quantità e quindi poco significativa nei processi digestivi gastrici).
Le sostanze così parzialmente digerite passano, attraverso il piloro, grazie a una serie di contrazioni (peristalsi),
nell'intestino tenue.
Qui intervengono quattro sostanze:
1) Il succo pancreatico, secreto dal pancreas e riversato nel duodeno. È un liquido incolore, trasparente, con pH alcalino (circa 8), ricco di bicarbonato di sodio, utile per neutralizzare l'acidità prodotta dallo stomaco e contenente il tripsinogeno, l'amilasi pancreatica e la lipari pancreatica.
2) Il tripsinogeno è il precursore della TRIPSINA, enzima deputato alla digestione delle proteine.
3) L'amilasi pancreatica scinde l'amido.
4) La lipasi pancreatica trasforma i grassi neutri (trigliceridi) in glicerolo e acidi grassi, a patto però che siano stati emulsionati dalla bile.
La secrezione biliare
A livello del duodeno, insieme al succo pancreatico, è riversata anche la bile prodotta dal fegato. La bile è un liquido bruno-verdastro di aspetto viscoso, composta da sali biliari, pigmenti biliari, colesterolo, lecitina. La digestione dei grassi avviene grazie all'attività biliare.
La secrezione intestinale
Le cellule dell'epitelio intestinale che ricopre i villi producono il succo enterico, costituito da sali inorganici, muco e soprattutto numerosissimi enzimi che partecipano alla digestione dei principali nutrienti.
Il chimo passa dal duodeno al digiuno dove sosta per circa 60 minuti, tempo durante il quale avviene l'assorbimento: questo passaggio ha luogo se i nutrienti sono completamente digeriti: un'insufficiente masticazione può compromettere l'assimilazione.
Immaginiamo questi processi come se avessero luogo in una catena di montaggio, dove i «pezzi» che si susseguono lungo la linea di produzione verranno «lavorati » solo se gli step a monte sono stati effettuati correttamente e completamente.
Infine, il contenuto del tenue giunge, attraverso la valvola ileo-cecale, nell'intestino crasso. Qui, grazie alla popolazione batterica che vi risiede, normalmente avvengono i processi di fermentazione e vengono assorbiti acqua, minerali, sostanze varie tra cui eventualmente i farmaci.
Una lieve fermentazione è fisiologica poiché conduce alla formazione di acido lattico che concorre, con altre sostanze, a mantenere l'acidità dell'intestino crasso. Se il colon accusa uno squilibrio della flora batterica, vi sono a monte, nell'intestino tenue, ripercussioni negative.
La mucosa intestinale
La mucosa presenta numerose protuberanze (invaginazioni ed evaginazioni) dette VILLI, tipiche dell'intestino tenue, le quali hanno la funzione di aumentare la superficie (350 m2) per consentire un maggior assorbimento di nutrienti.
Se i villi non sono sufficientemente irrorati di sangue, la superficie si riduce e si ha una minore assimilazione.
Le cellule del sistema immunitario, oltre che nei linfonodi, nella cute ecc., si trovano anche a livello delle mucose, tra cui quella intestinale. Gli elementi di questo sistema di difesa prendono il nome di GALT * (tessuto linfoide associato all'intestino). Tra le strutture immunitarie organizzate citiamo le placche del Peyer (raggruppamenti di follicoli linfatici) ma non mancano macrofagi, linfociti e altri elementi.
Grazie alla loro presenza, l'intestino può a pieno titolo considerarsi il più importante organo del sistema immunitario, contenendo infatti il 60-70% di tutte le cellule immunitarie del corpo umano. Non dimentichiamo che la flora intestinale modula questo sistema.

di Rudy Lanza, Elisabetta Rostagno



Tratto da "Il benessere dell'intestino. Curarsi e purificarsi con i metodi naturali"

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