FT: l’ascesa dei derivati sintetici

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

FT: l’ascesa dei derivati sintetici

Il controvalore nominale dei CDOs sintetici – una variante più complessa all’interno della più ampia categoria delle collateralized debt obligation – è quasi raddoppiato nel corso dell’ultimo anno raggiungendo quota 20 miliardi di dollari su scala mondiale. Lo riferisce il Financial Times citando due diverse fonti bancarie attive nel comparto. Il rinnovato successo di questi strumenti, al centro delle critiche per il loro contributo alla formazione e allo scoppio della bolla immobiliareamericana alla base della crisi globale, trarrebbe la propria origine dall’appetito degli investitori europei, tuttora impegnati, rileva il Financial Times, a cercare alti rendimenti nel mercato. Un fenomeno, verrebbe da aggiungere, favorito dalle attuali condizioni monetarie.

A differenza dei normali CDOs, i titoli sintetici si basano su una struttura più complicata che implica l’utilizzo di ulteriori derivati (tipicamente credit default swaps) all’interno del sottostante. Concepiti in questo senso come “derivati al quadrato”, i CDOs sintetici – nota ancora il FT - consentono di piazzare scommesse più ampie con un più alto livello di leva sui prestiti esistenti (come i mutui immobiliari ad esempio). Nel corso del 2014, rileva infine il quotidiano citando i dati di Dealogic, il valore totale dei CDO (semplici e sintetici) su scala globale ha raggiunto i 100 miliardi di dollari. Un valore decisamente più basso di quello toccato alla vigilia della crisi (320 miliardi) ma pur sempre superiore di due terzi rispetto alla quota registrata l’anno precedente.

Foto: Kuba Bożanowski (Wikimedia Commons)
Fonte: www.valori.it

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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