Facebook è il nuovo pericoloso strumento del mercato illegale di specie protette

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Facebook è il nuovo pericoloso strumento del mercato illegale di specie protette

Luke Welton (Brigham Young University), Scott Travers e Rafe Brown e (università del Kansas) e Cameron Siler (università dell’Oklaoma), formano un team di scienziati che negli ultimi 5 anni ha passato molto tempo a tentare di catalogare le specie protette e non solo di animali in vendita al mercato nero nelle Filippine. Ma non potevano certo immaginare che si sarebbero imbattuti in due animali che nessun ricercatore aveva mai visto prima.

Infatti, nello studio “Integrative taxonomy and phylogeny-based species delimitation of Philippine water monitor lizards (Varanus salvator Complex) with descriptions of two new cryptic species” pubblicato su Zootaxa il team statunitense decrive due nuove specie di varani morfologicamente criptici che vivono nell’arcipelago delle filippine: il Varanus dalubhasa sp. nov. e il and Varanus bangonorum sp. nov.(genere Varanus) e spiegano che «Queste due linee evolutive distinte sono membri del complesso di specie V. Salvator, e storicamente sono stati considerati conspecifici con la specie più diffusa nel nord delle Filippine

  1. marmoratus». Ma le due nuove specie scoperte in vendita nei mercati sono più affini alV. nuchalis(e potenzialmente al V.palawanensis) ed hanno una chiara divergenza genetica dalle altre specie conosciute del complesso V. salvator.

I ricercatori scrivono: «I nostri risultati sottolineano l’elevata diversità e la complessità erpetologica biogeografica dei vertebrati nelle Filippine, e sottolineano ulteriormente la necessità di uno studio dettagliato della diversità a livello di specie, dei meccanismi di isolamento riproduttivo, del flusso genico e dei confini biologicamente rilevanti tra i taxa all’interno del Comnplex V.salvator».

Rafe Brown, del dipartimento di ecologia e biologia evolutiva dell’università del Kansas, per la quale cura la divisione erpetologia, ha dedicato anni alla catalogazione e conservazione della biodiversità delle Filippine, un Paese che considera un vero scrigno della biodiversità. Brown frequenta spesso il grande mercato nero di animali esotici di Manila in animali esotici e dice che «E’ bizzarro e grottesco. Il commercio criminale di Manila di animaòli è fatto in diversi negozi, con molte specie in via di estinzione e illegali nascoste dietro le quinte. Le operazioni coinvolgono di tutto, dalle tartarughe marine, all’avorio, di parti di tigre a corni di rinoceronte. Riguardano privati, proprietari di negozio di animali, politici, zookeepers e funzionari governativi corrotti. Molti animali vengono venduti come animali domestici e per gli stock degli zoo come “da allevamento in cattività’. Molti vengono venduti come cibo, molti sono macellati e venduti come pezzi per fini “medicinali” ed afrodisiaci, e molti rappresentano enormi pezzi di status symbol per l’elite ricca, come le tigri, le scimmie ed i draghi di Komodo».

In mezzo a questo caos illegale, Brown ed i suoi colleghi hanno scoperto le due specie di varani prima sconosciete alla scienza ed hanno anche pubblicato un altro studio7denuncia sul commercio illegale di fauna selvatica (Dragons in our midst: Phyloforensics of illegally traded Southeast Asian monitor lizards) su Biological Conservation, intanto stanno preparando un documentario sulla loro notevole scoperta.

«Durante un periodo di cinque anni abbiamo visitato i mercati di animali domestici, banchetti per la strada di vendita di selvaggina e vari altri mercati in cui i varani vengono venduti come animali domestici o da carne – spiega Brown – Andavamo in giro abitualmente per i mercati di animali domestici e per le strade laterali a parlare con gli operatori che utilizzano un tipo di conversazione tortuosa e, infine, siamo andati in giro a chiedere loro se avessero “qualcos’altro” dietro le quinte o nella stanza sul retro».

Spesso i venditori hanno offerto ai ricercatori americani una lucertola, una tartaruga, un varano o un altro animale che non avrebbero potuto nemmeno avere. Il team ha acquistato questi rettili e poi li ha analizzati geneticamente, per cercare di aiutare la polizia filippina e gli ambientalisti su cosa si basa il traffico illegale di fauna protetta.

«Il nostro piano era quello di costruire data base genetici da utilizzare come riferimenti per applicare la confisca di animali, potenziare i funzionari di polizia locali con i mezzi legali, scientifici e giuridici per stabilire la provenienza di un animale sequestrato – dice Brown . Eravamo consapevoli che i commercianti usualmente inducono in errore gli acquirenti con storie fantastiche sull’origine degli animali per ottenere un prezzo più elevato, così abbiamo concluso che i metodi genetici potevano individuare le origini di un animale quando il racconto di un commerciante si fosse verificato inattendibile».

E’ così che, con loro grande sorpresa, ricercatori hanno trovato le due specie sconosciute di varani geneticamente nettamente distinte da quelle comuni nei dintorni di Manila. «Sono entrambi splendidi, animali, banchi e neri o bianchi e gialli – spiega ancora Brown – Generalmente il loro aspetto è scuro con screziature luminose di macchie bianche o gialle disposte in righe e righe di tutto il corpo, come se indossassero collane scintillanti. Uno arriva fino a poco più di tre piedi di lunghezza, e l’altro è un po’ più grande, fino a circa quattro piedi. Sono varani, quindi sono sempre in allerta, con grandi occhi, e muovono continuamente le loro lunghe lingue in fuori alla ricerca di “odori” e sono generalmente molto attenti e sembrano abbastanza intelligenti».

Secondo Brown , gli scienziati e gli ambientalisti fino ad ora avevano trascurato questi due varani perché «Sono stati confusi con specie che erano fisicamente molto simili per diffusione, forme, modelli di colore e dimensione del corpo. Ma anche se sembravano simili, ora per noi è chiaro, col senno di poi, che avrebbero dovuto essere ritenuti distinti e considerati specie separate perché provengono da diverse aree: un’isola separata in un caso e una penisola isolata in un altro. Entrambi sono stati isolati per molto tempo geologico».

Intanto a Manila la metà dei commercianti continua a vendere come specie “esotiche” i loro prodotti di origine animale nella speranza di ottenere prezzi più elevati e secondo Brown, la maggior parte del traffico illecito ha un’origine recente, con i commercianti illegali che ormai utilizzano i social network per piazzare gli animali più rari: «Mentre due anni fa le offerte venivano spesso effettuate nei vicoli delle strade di Manila, la maggior parte sono ora sono on-line, utilizzando il flagello più in rapida crescita per la protezione della fauna selvatica: Facebook, Oggi, Facebook è il mezzo principale con cui gli individui senza scrupoli effettuano il mercato di animali selvatici di provenienza illegale».

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