Crisi Grecia: crolla l’euro. Ma non è un paradosso?

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La crisi politica ed economica in Grecia ha riportato il Paese ellenico al centro dell’attenzione mediatica praticamente in ogni parte del pianeta. Il crollo planetario delle Borse ha mandato in fumo centinaia, anzi, diverse migliaia di miliardi di dollari in tutto il mondo, perché?

Come può accadere che un Paese economicamente insignificante possa produrre un tale sconquasso sui mercati finanziari internazionali?

Non vi pare che, in questo sistema, debba esserci qualcosa che non funziona?

Ed in effetti, se ci pensiamo bene, c’è molto più di “qualcosa” che non funziona. Non possiamo pensare che si costruisca un motore sofisticatissimo e soprattutto costosissimo che però si blocca e rischia di fondersi quando nei suoi meccanismi entra anche un solo granello di sabbia.

Non dobbiamo prendercela con il granello di sabbia, ma con i progettisti che, visto l’enorme budget a disposizione per la costruzione di questo motore, non hanno pensato ad un meccanismo che impedisse ad un solo granello di sabbia di procurare danni così catastrofici.

Ma tornerò certamente su questo argomento, per ora vorrei invece focalizzare l’attenzione su un fatto che sta passando inosservato, anzi è ritenuto quasi “naturale”, ma che, a ben guardare, tanto normale non è.

Mi sto riferendo al crollo dell’euro, rispetto al dollaro (ma non solo). In effetti tutti fanno una semplice osservazione, la Grecia in difficoltà mette in crisi l’euro che scende di valore.

Sembra una sequenza logica

Ma seguendo un’altra strada, anch’essa assolutamente logica, dovremmo arrivare ad un risultato esattamente opposto.

Semplicemente:

A vostro parere la crisi profonda nella quale è sprofondata la Grecia rafforza o indebolisce l’euro? Evidentemente l’indebolisce … quindi …

… quindi qualora la Grecia dovesse abbandonare l’euro la moneta unica dovrebbe apprezzarsi!!!

E’ come fare 2+2=4 non ci sono discussioni.

Quindi il mercato si sta comportando in maniera paradossale?

Non proprio, perché in pratica scommette che per non far crollare tutta l’impalcatura la Bce interverrà ancora a favore della Grecia e sono questi ennesimi aiuti “a fondo perduto”, dati per certi, che indeboliscono la moneta unica.

Il mercato, in altre parole, scommette (o forse è certo) che anche dopo le elezioni greche nessuno Stato uscirà dall’euro, la moneta unica, però, ne uscirà un po’ ammaccata.

Giancarlo Marcotti

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