Bernardino del Boca: Thomas Hobbes - Mondi paralleli - Politici

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

“Quando un essere del “mondo parallelo” penetra nella illusoria realtà terrestre, può assumere qualsiasi forma, basta che si adegui ai pensieri degli uomini. Ogni individuo umano è formato dalla lunga evoluzione della Parola e perciò ogni essere umano è un libro aperto.

Così gli esseri-energie che penetrano nella realtà terrestre assumono aspetti e nomi secondo il “tipo di storia” con cui vogliono arricchire il conosciuto umano.

Da più di un secolo è aumentata la penetrazione nella realtà terrestre di questi esseri-energia provenienti dalle tante realtà parallele. Mentre la mente umana conquista nuovi spazi, la parte negativa del Bene, che è il male, ha preso il sopravvento e, nonostante le ricchezze che l’uso della mente ha procurato all’uomo, queste ricchezze sono state usate, e lo sono tuttora, per la distruzione e la morte. Ma anche tutto ciò fa parte dell’illusione e non tocca le Anime, che sono immortali.

Gesù è venuto sulla Terra a insegnare agli uomini come procurarsi tesori in cielo, dove la tignola non consuma e la ruggine non corrode. Ma la vita degli uomini di oggi non sembra che sia stata influenzata da questo insegnamento.

Nel 1651 l’inglese Thomas Hobbes ha pubblicato il libro intitolato “Leviathan, or the Matter, Form and Power of a Common Wealth Ecclesiasticall and Civill”.

Hobbes, lo studioso malaticcio di Oxford, era stato contattato da “esseri-energie” del mondo parallelo già verso i 12 anni, i quali gli promisero che lo avrebbero reso il “più moderno filosofo e scrittore di teorie politiche” del suo tempo. Hobbes era nato a Malmesbury, Wiltshire, il 5 aprile 1588, nella famiglia di un pastore protestante, e morì ad Hardwick, Derbyshire, il 4 dicembre 1679. Un particolare incontro, quando aveva 14 anni, con l’energia che si faceva chiamare Yisi, oltre a guarirlo dei suoi malanni, gli fece considerare la Magdalen Hall di Oxford, dove studiava, nella sua vera realtà: un luogo corrotto che falsificava la cultura e distruggeva la personalità umana. Hobbes tuttavia si laureò, solo per poter ottenere l’aiuto di lord Cavendish e iniziare i suoi viaggi di esplorazione, più che del mondo, della mentalità umana.

Era diventato l’occhio e l’orecchio dell’essere-energia Yisi. Nei suoi viaggi in Europa incontrò Keplero, Galileo e Gassendi che lo portarono ad interessarsi di geometria, di matematica e di numerologia. A Venezia incontrò una ragazza sensitiva che lo consigliò di recarsi a Parigi dal frate matematico Marin Mersenne (1588-1648), allievo di Descartes, anch’egli in contatto con energie della realtà parallela che, oltre ad introdurlo a quella matematica che fu poi conosciuta come quella dei numeri di Mersenne, lo portò a scrivere quelle teorie sulla musica e gli strumenti musicali che, stranamente, oggi gli uomini hanno dimenticato.

Hobbes scrisse che la povera cella del frate Mersenne era molto di più di una università: si imparava a vivere con semplicità e calore umano, e si intravvedevano orizzonti amplissimi che delimitavano l’invisibile realtà del Continuo Infinito Presente.

Tornato in Inghilterra scrisse alcuni libri, fra cui “Gli elementi della Legge, Naturale e Politica” (1640) che, pur circolando solo in copie manoscritte, lo rese inviso ai potenti, e perciò emigrò in Francia, da dove ritornò solo undici anni dopo, nel 1651. In Francia diede lezioni di matematica al principe Carlo in esilio e in questo periodo scrisse il Leviathan che, nel 1666, l’House of Commons condannò, su istigazione del clero. E’ un libro brillante ed intelligente che illustra la coerente visione filosofica di Hobbes, che condanna lo Stato come un “grande mostro artificiale, fatto da individui che perpetuano, per ignoranza ed egoismo, gli errori umani, ignorando completamente i diritti umani degli individui”. Leviathan è la più importante opera sul pensiero politico, libera da superstizioni e pregiudizi, ma troppo in anticipo sul tempo.

Hobbes, ispirato dall’energia Yisi, ha gettato le basi del pensiero anarchico e radicale del presente, ma l’umanità di oggi, che sta iniziando il suo periodo di sopravvivenza, ha ormai dimenticato questa figura di uomo in contatto con l”altra realtà”. Hobbes non critica l’individuo tenuto nell’ignoranza e nel bisogno, ma critica coloro che usano il potere per mantenere la Terra schiava della paura, dell’egoismo meschino e stupido e della guerra.

Il freddo realismo pratico di Leviathan, il “mostro simile a nessun altro”, fece considerare Hobbes dalla Chiesa come il “padre degli atei”. L’hobbesianesimo fu incompreso. Siccome l’uomo è per natura nemico dell’uomo (homo homini lupus) la convivenza sulla Terra non comporta che due soluzioni: o l’anarchia (rovinosa perché l’uomo non è ancora in grado di praticarla) o la fondazione di uno Stato forte, assoluto, che reprime le intemperanze dei singoli, stabilisce il limite dei singoli egoismi, e domina con mano ferrea su tutti. Tutte e due le soluzioni non piacevano ad Hobbes, e perciò auspicava che il primo compito dello Stato era di educare affinché il cittadino fosse libero di scegliere i governanti giusti e onesti. Ma era il tempo degli intrighi e della più complessa corruzione. L’ignoranza dilagava ovunque e il buon senso era andato smarrito. Tempo non tanto dissimile da quello in cui si trova oggi l’umanità, dove predomina il più sfacciato potere politico e il più stupido materialismo.

Chi viene dallo spazio parallelo e che vive in una realtà senza tempo, assiste con pazienza alla lenta presa di coscienza dell’uomo. Oggi il numero degli esseri meschini, egoisti e puerili è aumentato enormemente dal secolo scorso. (Bernardino del Boca – Rivista Età dell’Acquario n. 49/1987 pag. 9-12)

Un caro saluto. Paola Botta Beltramo

Botta Beltramo Paola

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