Vivere nell′ipersessualizzazione

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Vivere nell′ipersessualizzazione

Quotidianamente tutti noi veniamo bombardati da stimoli sessuali di varia natura, più o meno espliciti. Nell’arco delle 24 ore è probabile che incorriamo in stimoli di questo tipo:

  • magari siamo svegli da pochi minuti, accendiamo il telefono e se apparteniamo al target “uomo/donna 14 – anta anni” è probabile che qualche nostro contatto ci abbia inoltrato qualche foto e/o video erotico, perché a suo parere, è divertente e soprattutto è gratis condividerlo;
  • una volta usciti è probabile che in coda al semaforo la nostra attenzione venga catturata da un mega cartellone pubblicitario, nel quale una modella posa succinta e provocante per pubblicizzare un operatore di telefonia mobile;
  • nel mentre magari abbiamo anche l’autoradio accesa e canticchiamo distrattamente il ritornello di una canzone in inglese, che tradotta in italiano suona più o meno così: “Fai quello che vuoi con il mio corpo”;
  • se lavoriamo con il computer e accediamo ai nostri account di posta elettronica, è possibile che anche qui la nostra attenzione venga deviata dalle “notizie” fornite nella home del motore di ricerca. Cito testualmente quelle che ho letto solo nei giorni scorsi: “Sexi incidente in passerella”; “ Scrivania trasparente, slip in vista”; “Nuova figuraccia ( stavolta osè) a L’eredità”;
  • per staccare un po’ la testa, ci colleghiamo ai social e tra i vari post è probabile che anche qui la nostra attenzione venga catturata dalle foto “osè” di qualche nostro contatto… postate per “scherzo” ovviamente;
  • se siamo in età adolescenziale è molto probabile che tra i nostri passatempi ci sia anche un break obbligato davanti al canale tv che trasmette a random video musicali, molti dei quali dal contenuto soft porno;
  • a cena accendiamo la tv e mentre consumiamo il nostro pasto, riprese ad hoc su vagine, natiche scolpite e smorfie seducenti del corpo di ballo “rimpolpano” il format che stiamo seguendo;
  • andiamo a letto, chiudiamo gli occhi, e mentre dormiamo il nostro inconscio rielabora tutto ciò di cui ci siamo “nutriti” durante il giorno…

Volente o nolente, siamo quotidianamente bombardati da stimolazioni di natura sessuale, fenomeno che i sociologi definiscono con l’espressione di “ipersessualizzazione della società”.

Come osserva lo psicologo dello sviluppo e dell’educazione Mugnaini, autore insieme agli psichiatri Cantelmi, Lambiase e Lassi del libro Erosi dai media – Le trappole dell’ipersessualizzazione moderna:

“L’importante è assecondare fantasie e curiosità, emozionare ed eccitare, per vendere. Non ci si cura se tali stimoli possano giocare un ruolo nel nuocere alla persona e nel dis-educare all’amore. Non ci si cura, insomma, se la stimolazione diventi eccessiva e inappropriata, se può modellare negativamente persone e cultura”.

Gli autori concordano nel sostenere che le “vittime privilegiate sono i bambini deprivati di risorse socio-culturali, affettive ed esistenziali. Come può accadere? Innanzitutto, tramitemeccanismi di identificazione legati alla capacità di apprendere tramite l’osservazione e l’immaginazione: guardare è in parte vivere, sperimentare, essere condizionati. I comportamenti mostrati dai media non sono necessariamente imitati immediatamente da parte di chi ne è esposto, ma tali schemi comportamentali vengono immagazzinati e memorizzati, pronti per essere recuperati e agiti quando le circostanze lo “richiedano”, e soprattutto, pronti a influire su credenze più ampie relative al mondo, agli esseri umani e alla felicità da perseguire”.

Esiste un antidoto all’ipersessualizzazione?

La consapevolezza di essere esposti quotidianamente alla precoce e pervasiva stimolazione di natura sessuale proveniente dall’attuale “villaggio globale” è già un buon punto di partenza…

Di Laura Pagano

http://www.in-formazione.net/vivere-nella-ipersessualizzazione/

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