Stoccaggi e terremoti: un prima vittoria!

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Il 24 novembre 2014 il CIRM (Commissione per gli idrocarburi e la ricerca mineraria) a seguito della conclusione del rapporto Ichese ha consegnato al Ministero il documento contenente le linee guida per il monitoraggio della microsismicità, delle deformazioni del suolo, della pressione di poro nell’ambito delle attività antropiche.

Le linee guida, sviluppate per il monitoraggio delle attività di coltivazione idrocarburi, stoccaggi di metano sotterraneo, reiniezione di fluidi nel sottosuolo, dimostrano le posizioni che abbiamo sempre sostenuto in questi anni, danno ragione ai tanti comitatini di cittadini che si sono battuti per la sicurezza.

Per prima cosa bisogna analizzare lo scopo di questi monitoraggi. Gli stoccaggi, le coltivazioni, le reiniezioni possono provocare terremoti e possono innescare terremoti in zone sismicamente attive e in presenza di sorgenti sismogenetiche. Proprio per questo devono essere monitorati.

Inoltre queste attività possono provocare deformazioni del suolo anche significative.

Quello che viene scritto in questa guida è un vero schiaffo a chi ci ha sempre deriso e criticato.

Questa è la prima nostra vittoria sostanziale e per niente scontata.

Inoltre deve essere caratterizzato anche una altro aspetto.

Abbiamo sempre chiesto monitoraggi indipendenti dalle società. Con questa guida si chiede proprio questo. Abbiamo inoltre sempre chiesto la pubblicazione di tutti i dati, anche in questo caso ci viene dato ragione. Con questa guida, tutti i dati verranno pubblicati online, saranno pubblici in tempo quasi reale. Un grande passo avanti per la sicurezza ma anche per la trasparenza.

Il monitoraggio comporterà procedure apposite che potranno portare alla sospensione dell’attività. In pratica in base a tutti i dati del monitoraggio si vuole creare un sistema “a semaforo” o a scaglioni, dove con il superamento di certi parametri, le amministrazioni e gli enti preposti dovranno portare anche alla sospensione dell’attività.

Un passo avanti? Di certo sì, ma con forti incognite e fortissimi dubbi legislativi. Infatti in certi casi di allarme è prevista proprio l’attivazione di procedura di Protezione Civile ai sensi della dell’art. 5 della 225/92 (imminenza di calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con l’immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo).

In pratica siamo potenzialmente a rischio, cosa non da sottovalutare.

Infatti non sarà calamità naturale ma calamità antropica, da aggiungere al rischio industriale e ai rischi naturali già esistenti (sismicità naturale, rischio idrogeologico ecc…).

A questo punto ci vien da chiedere: siamo e dobbiamo essere cavie umane?

Cosa rimane del principio di precauzione determinato da leggi ambientali e trattati europei e internazionali?

Bisogna per forza rischiare pur di ingrossare i portafogli di pochi?

Noi pensiamo proprio di no, e voi?

il documento, in giallo le nostre sottolineature

guida monitoraggio correttoDi seguito il documento online

Fonte: http://movimento3punto0.wordpress.com/2014/11/30/stoccaggi-e-terremoti-un-prima-vittoria/

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