Soffia la protesta sull'Unione europea - di Ezio Rocchi Balbi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Soffia la protesta sull'Unione europea - di Ezio Rocchi Balbi

Il neo presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker respinge, indignato, la definizione che lo vuole a capo di una massa di "burocrati". Forse non si è accorto, come hanno dimostrato le ultime elezioni europee, che in tutto il Vecchio Continente il vento della sfiducia e della rabbia nei confronti delle istituzioni Ue soffia sempre più forte. Alla crisi economica, alla crescita della disoccupazione, al problema dell'immigrazione extra Ue, le istituzioni, i governi nazionali, i partiti politici tradizionali hanno palesato - agli occhi di molti - una colpevole impotenza. Eppure chi comanda, chi dirige, chi guida tutte queste istituzioni contestate, pur non ottenendo risultati efficaci, non ha perso un briciolo del suo potere e delle sue prerogative. Che agli occhi dei popoli europei, alle prese con le rigorose politiche di austerità, appaiono come i privilegi di una casta. Una casta continentale composta da "euroburocrati", mai chiamati a rifondere le cose mal fatte o mai fatte, ma individuata come tale pure tra gli scranni di Bruxelles e nei parlamenti di svariate capitali, da Londra a Roma, da Parigi a Madrid, fino a Berlino. Il reportage del Caffè ha tastato il polso della situazione in alcuni Paesi, dove il fenomeno dei nuovi movimenti in rotta con l'Ue va ben al di là dei voti conquistati alle elezioni europee e nelle più recenti votazioni locali. Al numero sempre più vasto di chi ha deciso di fare a meno della politica, e che non ha più nessuna intenzione di ripresentarsi alle urne, si è aggiunto un numero imponderabile di delusi e combattivi antagonisti della casta, sia essa nazionale che dell'Ue. Gruppi eterogenei dai contorni ideologici a volte indefiniti, ma che sanno giostrare tutti gli argomenti populisti - dal no-euro al no-immigrazione - che appaiono come allettanti sirene sia per gli scontenti e arrabbiati di destra, che per quelli di sinistra. Ma nessuna di queste neo formazioni vincenti, dai Podemos spagnoli all' Alternative tedesca fino ai nazionalisti francesi di Marine Le Pen, ha mai presentato un programma politico realistico, per ribaltare lo stato di insicurezza che regna oggi nei loro Paesi e nell'Ue. L'obiettivo è: prima abbattere la casta, da chiunque sia formata, poi si vedrà.

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