Sergnano ( CR): le piogge sconvolgono l'ex discarica

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Le violente piogge degli ultimi giorni hanno costretto la ex discarica Piacentini a rivelare i propri segreti, occultati ormai da tempo da una coltre di vegetazione che faceva apparire la collinetta in riva al Serio come qualcosa di normale. Invece è la nostra terra dei fuochi. Dal ventre della collina dove nessuno osa avventurarsi, ormai incontrollata e ridotta a un ammasso di terra e immondizia che si sta spaccando in due, sono emersi cumuli orribili di sporcizia, sacchi neri vecchi di decenni,

fenditure del terreno, pezzi d’albero e cartoni misti ad arbusti, rifiuti dai colori lividi, piante che si spaccano avendo perso il sostegno delle radici scosse dal sommovimento del sottosuolo franoso. E’ la vendetta dell’incuria e del territorio abbandonato al degrado, pur dopo trent’anni, in una lunga storia che sembrava culminare nel 2013, con la messa sotto sequestro e la bonifica dall’amianto, ma solo in superficie. Che cosa ci sia sotto quella collina, dalla quale si sprigiona il biogas emesso da ogni discarica e si accendono fuochi che mettono apprensione, non si sa nemmeno. Rifiuti pericolosi? E con quali rischi reali? Il consigliere comunale d’opposizione Enrico Duranti, del Movimento tre punto zero, ha raccolto i dati dal 1980 a ogni, ricordando le mancate bonifiche, l’infrazione europea e anche le dichiarazioni del sindaco di Sergnano che l’anno scorso parlava ancora di recupero dell’area da destinare a parco per il relax. Lunedì, nel prossimo consiglio comunale, Duranti insisterà con una nuova mozione, che presenterà le fotografie prima e dopo le piogge di questi giorni.

Tutto è cominciato il 24 settembre del 1980, con la denuncia di un impianto di discarica di rifiuti urbani assimilabili e inerti da parte della ditta Piacentini, sia in Provincia che in Regione. E’ la Provincia a predisporre il piano per la messa in sicurezza con arginatura della discarica. Nel 1982 la Provincia dà 17 milioni di lire per l’emergenza della bonifica, visto che c’è il rischio di esondazioni del fiume Serio, che scorre a pochi metri dalla collina. E segue una serie di provvedimenti, delibere, decisioni, eppure la falda acquifera è ancora esposta al rischio delle infiltrazioni del cumulo di rifiuti abbandonati. I progetti si susseguono a ritmo intenso ma ogni ente boccia l’iniziativa altrui e la discarica resta dov’è, senza arginatura né sicurezza. Nel 90 l’amministrazione provinciale, dopo proroghe e un ping pong impressionante di atti burocratici, fa sapere che nell’ex discarica Piacentini ci sono rifiuti tossici e altamente nocivi. Perché? Chi li ha messi lì? Com’è stato possibile? E perché tutto resta dov’è dopo tanto tempo? Non mancheranno interventi dell’Asl, delle guardie forestali, dell’autorità giudiziaria, della Regione, del Parco del Serio. E la discarica è ancora lì, stravolta dalle piogge e ancora pericolosa, dopo trent’anni.

da www.telecolor.net

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