Renzi prende in giro Prodi: “Il candidato più autorevole sei tu”

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Renzi prende in giro Prodi: “Il candidato più autorevole sei tu”

Sapete perfettamente che ho sempre ritenuto Romano Prodi la persona che ha maggiormente contribuito al disfacimento del nostro Paese, onde per cui, lungi da me una sua riabilitazione.

Rimane sempre però una persona “umana”, e come tutte le persone “umane”, soprattutto di una certa età, non deve essere bellamente preso in giro, così come si è permesso di fare il nostro Presidente del Consiglio.

Sembra infatti che Matteo Renzi durante il colloquio avuto a Palazzo Chigi con Romano Prodi gli abbia detto: “Il candidato più autorevole sei tu”.

La frase, chiaramente ironica, dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che il nostro Premier può incarnare tutto tranne che “il cambiamento” visto che usa i mezzucci in voga nella politica di trent’anni fa.

Fingere di lodare una persona per silurarlo, dando però la colpa ad altri, fa tornare alla mente la peggior DC, quella che cercava di mantenere il potere distribuendo poltrone e prebende.

Oltretutto ricorrere al “Non ti vuole Berlusconi” è un’arma a doppio taglio, perché confermerebbe indirettamente che nel Patto del Nazareno ci sia anche la scelta del Colle, cosa che Renzi, ed i suoi compari, hanno sempre smentito.

In effetti il rebus Quirinale non è di facile soluzione, da un lato “pescare” al di fuori dell’ambito politico può rivelarsi, a lungo andare, un boomerang, ma la scelta “politica” risulta particolarmente complessa, difficile davvero trovare una persona “degna” di ricoprire quell’incarico di così alto prestigio.

In definitiva, però, occorre chiedersi: per i destini del nostro Paese, quanto conterà la scelta di colui che siederà al posto di Napolitano? E’ certamente difficile dare una risposta ad un simile quesito.

Purtroppo, al momento, i nomi che circolano non rappresentano “il cambiamento”, quindi il timore che si continui sulla strada che da tempo stiamo percorrendo,ossia la progressiva scarnificazione del nostro Paese è una constatazione più che un timore.

Giancarlo Marcotti

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