La vera storia di Hemingway a pesca in Val d'Aveto - di Franco Draghi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La vera storia di Hemingway a pesca in Val d'Aveto -  di Franco Draghi

Vive a Varzi con la moglie Lina Buscaglia l'uomo che negli anni '50 aveva accompagnato lo scrittore americano Ernest Hemingway a pescare le trote nel torrente Aveto.
L'autore de "Il vecchio e il mare" aveva parlato, nei suoi racconti, dell'Aveto, paragonandolo per la sua selvaggia bellezza a certi fiumi statunitensi incastrati nelle Montagne Rocciose.
Molti lettori pensavano però che il riferimento all'Aveto fosse frutto di fantasia oppure di racconti sentiti da altre persone.
Abbiamo raccolto ora una valida testimonianza da parte del dott. Luigi Peppino Callegari, classe 1912.

" Agli inizi degli anni '50 - racconta Callegari - avevo aperto uno studio dentistico anche a Bobbio ed in questa accogliente cittadina fui contattato dal mio amico avv. Bellocchio, con studio a Piacenza e a Bobbio, per sentire se fossi stato disposto ad accompagnare Hemingway, suo ospite, a pescare trote nell'Aveto.
Lo scrittore arrivò a Bobbio al volante di una jeep americana, residuato di guerra.
Imboccata a Marsaglia la valle dell'A
veto - prosegue il dott. Callegari - abbiamo fatto tappa a Salsominore, nella cui osteria Ernest Hemingway, quantunque ancora digiuno, tracannò due bottiglie di vino bianco dei Colli Piacentini.
La pesca fu abbondante e a mezzogiorno divorammo una forma di formaggio "nisso".
Tra un racconto e l'altro sulla guerra di Spagna, su quelle Mondiali e sulla lotta partigiana in Val Trebbia, abbiamo bevuto altre cinque bottiglie di bianco.
Il ritorno verso
Bobbio - precisa Callegari - fu avventuroso. La jeep di Hemingway, sotto la sua temeraria guida, sbandava da una cunetta all'altra.
Giunti in Piazza San Francesco ci siamo abbracciati calorosamente ed Hemingway ebbe ancora il tempo di tessermi un affettuoso elogio per le mie capacità di pescatore e per il frizzante vino della vecchia osteria di Salsominore.
Da quel momento non ci siamo più visti ne sentiti, ma il suo ricordo rimane vivo e simpatico nel mio cuor
e ".

http://www.valdaveto.net/documento_334.html

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