La torre di Babele

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La torre di Babele

Da molti mesi siamo allo sbando più completo su tutti i fronti. Ogni giorno sentiamo novità che alterano la vita quotidiana, novità che preoccupano le persone attente a quanto accade nella nazione. Per fortuna della politica, la maggioranza degli italiani, oltre a lamentarsi come piace fare nei luoghi pubblici, non va oltre così come fa da mezzo secolo.
Se vivessi fuori dalla nostra nazione, direi : quanta pazienza e spirito di sopportazione hanno questi Italiani.
Dall’ultima imposizione fatta digerire agli italiani e ai parlamenti (Camera e Senato), non facciamo che sentire dosi quotidiane di chiacchiere da parte di tutto l’esecutivo e da parte delle comari postcomuniste che sono diventate l’altoparlante di Renzi e del suo nulla. E’ il momento delle donne, un nuovo modo di prendere in giro la nazione, un nuovo modo per disorientare l’opinione pubblica. Sembra che sostituendo la donna all’uomo si possano risolvere i problemi della nazione, una sostituzione di legge, imposta, che non ha nulla di “democratico”.
Non si possono imporre quote maschili, ma neppure femminili. Non è regolare, democratico, che esista la festa della donna e manchi quella dell’uomo. Si pensò giustamente alla festa della mamma, dimenticando quella che arrivò dopo : la festa del papà.
Il numero delle donne in politica non si impone, come non si impone l’immigrazione e il buonismo.
Siamo la torre di Babele in peggio. Viviamo di assurde quotidianità che si scontrano e cozzano nella settimana.
Si continua a predicare su riforme che non esistono o sono nella mente di Renzi e dei suoi ministri, si continuano a dare 80euro per ogni movimento economico che però nessuno riscontra, mentre il partito del presidente del consiglio è frammentato, pronto alla scissione e alla sfiducia dell’incantatore di serpenti, mentre le opposizioni fingono di protestare inscenando il teatro in piazza.
I regali agli imprenditori, sembrano essere l’unica cosa certa, ma il piano lavoro non decolla perché i problemi non sono solo meno imposte alle imprese o abrogazione dell’articolo 18, ma l’impreparazione, l’incapacità di questo esecutivo di fare e creare lavoro. Incapacità a proporre e condividere, incapacità a proporsi all’estero, impreparazione a creare sviluppo sbloccando le grandi opere.
Pensate che nessuno, anche se a prezzi convenienti, vuole acquistare beni dello stato messi in vendita, dismessi. Non conviene, perché i vincoli cui sono sottoposti alcuni di questi sono inaccettabili e poco convenienti per chi deve acquistare. Attenzione, non stiamo parlando di stravolgere un bene architettonico, ma di semplici edifici che potrebbero diventare alberghi, case di cura, case da gioco, strutture private e altro a piacimento di chi compra.
La verità che emerge e che non si vuole accettare, è che questo stato non è più credibile, che le istituzioni hanno perso il loro peso, la loro importanza che derivava dalla serietà, onestà, compostezza, riservatezza, modo di proporsi, parlare, agire. La politica è caduta di stile e sostanza, siamo alla piazzetta, alla comicità, alla farsa quotidiana, al pettegolezzo. Mancano, anche se sono stati comunque tanto discussi a seconda della loro posizione politica, uomini come per esempio Bozzi, Spadolini, Almirante, Berlinguer, Craxi, Pajetta ed altri che avevano carisma, eleganza politica ed incutevano rispetto. Ci dobbiamo accontentare dei loro portaborse che agiscono anche male.
Meritiamo di più.
I benpensanti, le figure di spicco ci sono, ma stanno a casa, non vogliono imbrattarsi con questi mestieranti che per un motivo o per l’altro, finiscono nelle aule dei tribunali.
Non se ne può più. La nazione perde colpi quotidiani, la risposta dei padroni ai regali di Renzi sono i licenziamenti di massa che stanno facendo sanguinare intere famiglie e in particolare i loro capofamiglia, che non possono neppure manifestare liberamente il proprio dissenso.
Siamo allo sfascio e il grosso del popolo è incosciente e fermo, questo fa più paura di ogni altra cosa.
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