La stretta fiscale di Roma porta a galla in Ticino buchi clamorosi: pesanti ammanchi nei conti degli italiani

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

La stretta fiscale di Roma porta a galla in Ticino buchi clamorosi: pesanti ammanchi nei conti degli italiani

La "voluntary disclosure", la dichiarazione spontanea per capitali depositati all'estero, non è ancora entrata in vigore in Italia, ma sulla piazza finanziaria ticinese si sentono già i primi duri contraccolpi. Alcuni clienti italiani chiedendo il rendiconto sui depositi, per regolarizzare la loro posizione col fisco, hanno avuto la brutta sorpresa di scoprire pesanti ammanchi sui loro conti bancari in Svizzera. Perdite che non sempre sarebbero giustificate dall'andamento dei mercati azionari e valutari.
"Sulla piazza se ne parla da qualche mese, del resto la stessa cosa era avvenuta anni fa ai tempi dei vari scudi fiscali che avevano portato allo scoperto anche una gestione a dir poco spregiudicata dei depositi dei clienti italiani. Con casi clamorosi su cui avevano pure indagato la magistratura svizzera e italiana", dice Paolo Bernasconi, docente di diritto penale dell'economia e autore del saggio "Avvocato, dove vado?", di cui in questi giorni è in vendita una seconda edizione completamente aggiornata alla luce della più recente normativa internazionale. Dai nuovi standard Ocse sullo scambio automatico d'informazioni alla retroattività delle norme penali e fiscali fissate dagli accordi di cooperazione tra gli Stati. Temi ad alta sensibilità per i clienti stranieri di banche e fiduciarie, che sino a qualche anno fa vedevano ancora la Svizzera come il Paese più sicuro per la custodia e la gestione dei loro patrimoni non dichiarati fiscalmente. Non manca, ovviamente, un aggiornamento sulla "voluntary disclosure" che tanti patemi d'animo sta creando ai facoltosi clienti italiani della piazza ticinese.
Assilli, comunque, meno angoscianti dei problemi di chi in queste settimane ha scoperto che il suo conto bancario si era "inspiegabilmente" assottigliato. "La storia si ripete - nota Bernasconi -. Come già capitato all'epoca degli scudi fiscali del ministro Tremonti, con la voluntary disclosure vengono alla luce ammanchi dovuti a vere e proprie sottrazioni, oppure frutto d'investimenti arrischiati, per cui si preleva da un conto per cercare di tappare un buco in qualche altro conto, ma alla fine la catena si spezza. È come succede con l'alta marea: sino a che l'acqua è alta, e c'è sulla piazza tanta 'liquidità', tutto va bene, quando però l'acqua si abbassa si vedono fango, detriti e rifiuti".
Ma questi sono giorni amari non solo per chi sta cercando di regolarizzare la sua posizione patrimoniale con il fisco italiano, lo sono ancora di più per gli evasori fiscali irriducibili. Quelli che non sentendosi più al sicuro in Ticino hanno trasferito i capitali dagli istituti di credito locali alle banche di Dubai, con i buoni uffici dei loro consulenti ticinesi. Del resto, come annotava ironicamente qualcuno sino a non molto tempo fa, sui voli Milano Malpensa-Dubai si sentiva parlare il dialetto ticinese. Evasori che nell'Emirato si sentivano più protetti, ma che oggi si leccano le ferite. "Parecchi clienti italiani - precisa Bernasconi - che avevano trasferito là i loro patrimoni, ma anche alcune fiduciarie ticinesi, da un anno a questa parte lamentano truffe e appropriazioni indebite". Cosa è successo? È presto detto. Sia questi evasori che i loro consulenti avevano poca dimestichezza dei meccanismi di sicurezza che andavano usati in Paesi che hanno una cultura bancaria e societaria molto diversa da quella europea.

Autore: Libero D'Agostino

Fonte: http://www.caffe.ch/stories/cronaca/49165_pesanti_ammanchi_nei_conti_degli_italiani/

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