Il futuro del libro tra carta e digitale - di Roselina Salemi

Pubblicato il da Cronache Lodigiane

Il futuro del libro tra carta e digitale - di Roselina Salemi

Il guaio è vivere in un'epoca di transizione. Siamo gli unici, in una sola generazione ad aver sperimentato le macchine da scrivere tradizionali, l'avvento dei primi computer e adesso la smaterializzazione. Troppo, in una sola vita. Ma eccoci nel bel mezzo di una rivoluzione. In tutte le università del mondo, il confronto tra ebook e carta è oggetto di studi comparativi dai risultati spesso contraddittori (ne ha dato un ottimo resoconto il New York Times) e la ragione di tanto interesse non è accademica.
Gli editori vogliono sapere se continuare a stampare romanzi e testi scolastici o convertire tutto in ebook, contando sulla rapida espansione del mercato. Nel Regno Unito un volume su quattro viene acquistato in versione digitale e PricewaterhouseCoopers, la più grande società mondiale di revisione dei bilanci, prevede che nel 2017 gli ebook costituiranno la metà del mercato mondiale.
Uno studio della Literary Trust ha rilevato che il 52% dei giovani americani tra gli 8 e i 16 anni preferisce leggere su uno schermo, e soltanto il 32% su carta.
Gli editori vogliono sapere se il futuro sarà il libro "liquido". "Si chiama così perché si adatta al contenitore in cui viene 'versato': un personal computer, un tablet, un e-reader, uno smartphone - spiega Barbara Hoepli, che appartiene a una delle dinastie editoriali italiane -. Testo, immagini e tabelle possono essere ingranditi o rimpiccioliti, il carattere può essere modificato. I numeri di pagina verranno inseriti automaticamente: lo stesso saggio avrà cento pagine sul cellulare e la metà sul computer."
Che ne sarà della lettura come la conosciamo? Cambieranno di sicuro le mappe mentali. Oggi il nostro cervello è focalizzato sull'oggetto libro con una percezione spaziale - il peso, la forma, il numero di pagine - che suggerisce in maniera intuitiva quanto ci resta da leggere, se siamo di fronte a un testo agile o un saggio poderoso. Con i device elettronici tutto questo si perde. La "cultura dello schermo", come l'ha definita la neuroscienzata Susan Greenfield può danneggiare la memoria spaziale e la capacità di concentrazione. Laptop e tablet retroilluminati possono affaticare la vista e provocare alterazioni nei ritmi del sonno a chi legge la sera. Di sicuro richiedono la formazione di nuove abitudini basate su parole chiave.
Sara Margolin, della New York University è arrivata alla conclusione che su e-reader si impara meno. Forse la difficoltà nell'uso del device riduce la capacità di memorizzare. Forse il tipo di lettura non crea raccordi sufficienti ad attivare al cento per cento i meccanismi del ricordo. Queste considerazioni in America hanno rallentato l'entusiasmo per la digitalizzazione. Roberto Casati, filosofo e direttore di Ricerca del Centre National de la Recerche Scientifique all'Institut Nicod, Ecole Normale Supérieure di Parigi è uno dei critici più accesi del "colonialismo digitale." Sostiene che l'ebook risolve solo i problemi di spazio: un po' poco per giustificare una rivoluzione. La vera ragione è di ordine economico: produrre e distribuire libri smaterializzati costa meno. E a cascata, la golosa opportunità di tagliare le spese contagia tutti, giornali compresi.
Ma, sorpresa, Audipresse France 2014 e l'indagine italiana LaST (Community Media Research in collaborazione con Intesa San Paolo per La Stampa) confermano una maggiore autorevolezza della carta rispetto al giornalismo digitale. Quotidiani e riviste garantiscono la selezione delle notizie e sono considerati affidabili. Cioè valgono la spesa. Con cautela gli esperti di scenari immaginano un medio periodo (almeno cinque anni) alla fine del quale gli e-reader assumeranno una forma stabile e ciascuno userà un mix di strumenti: smartphone per leggere un racconto breve in treno, Kindle per portarsi dietro una dozzina di libri per preparare un discorso, "Grandi Speranze" di Dickens, in un bel volume rilegato, il settimanale su iPad nella baita di montagna e su carta, da sfogliare la domenica mattina sul terrazzo. È la transizione, bellezza!
Fonte: www.caffe.ch
rsalemi@caffe.ch

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