Scontrini? No grazie… contengono bisfenolo A

Scontrini? No grazie… contengono bisfenolo A

Lo studio “Holding Thermal Receipt Paper and Eating Food after Using Hand Sanitizer Results in High Serum Bioactive and Urine Total Levels of Bisphenol A (BPA)” pubblicato su PlosOne da un team delle università del Missouri e di Tolosa e del Toxalim, un centro di ricerca sulla tossicologia del cibo, evidenzia che «Il bisfenolo A (BPA) è un contaminante ambientale perturbatore del sistema endocrino che viene utilizzati in una vasta gamma di prodotti, e metaboliti del BPA si trovano in quasi tutte le urine di tutti, suggerendo una diffusa esposizione da più fonti».

Le agenzie di regolamentazione stimano che quasi tutta l’esposizione al BPA provenga dal packaging degli alimenti e dalle bevande, ma i ricercatori franco-statunitensi fanno notare che «Tuttavia, il BPA libero viene applicato come sviluppatore di stampa allo strato esterno della carta termica degli scontrini presente in quantitativi molto elevati (~ 20 mg BPA/g carta)». Inoltre, nel valutare la “thermal paper” come fonte di esposizione al BPA «non si è preso in considerazione il fatto che alcuni disinfettanti per le mani di uso comune, così come altri prodotti per la cura della pelle, contengono le miscele di sostanze chimiche di miglioramento della penetrazione cutanea che possono aumentare fino a 100 volte l’assorbimento cutaneo di composti lipofili come il BPA».

I ricercatori hanno scoperto che quando le persone maneggiano la carta termica per gli scontrini subito dopo l’utilizzo di un disinfettante per le mani che migliora la penetrazione di sostanze chimiche, una quantità significativa di BPA libero viene prima trasferita nelle mani e poi magari sulle patatine fritte che mangiano e che «La combinazione dell’assorbimento di BPA per via cutanea e per via orale portata ad un rapido e notevole media massima di aumento (Cmax) nell’”unconjugated” (bioattivo) BPA di ~7 ng/ml nel siero e ~20 mg totale BPA/g creatinina nelle urine entro 90 min».

Lo studio evidenzia che «Il metodo di default utilizzato dalle agenzie di regolamentazione per verificare i rischi costituiti dalle sostanze chimiche è il gavage intra-gastrico. Per il BPA questo approccio si traduce in meno dell’1% della dose somministrata che è biodisponibile nel sangue. Si ignorano anche sia l’assorbimento per via cutanea che l’assorbimento sublinguale nella bocca che bypassano il metabolismo del primo passaggio epatico».

Lo studio conclude con una constatazione preoccupante: «I livelli elevati di BPA che abbiamo osservato dovuti al possesso di carta termica dopo l’utilizzo di un prodotto cutaneo che migliora la penetrazione delle sostanze chimiche sono stati correlati ad un aumento del rischio per una vasta gamma di anomalie dello sviluppo, nonché a malattie negli adulti».

La carta termica per gli scontrini richiede l’utilizzo nel rivestimento superficiale di una sostanza chimica come sviluppatore di stampa, attualmente gli sviluppatori più usati sono BPA e il Bisfnoo S (BPS) ed entrambi hanno dimostrato di avere attività estrogenica e «Questo sta portando ad un’esposizione diffusa ad entrambe queste sostanze chimiche alterano il sistema endocrino – ribadiscono i ricercatori – e il BPS è più persistente nell’ambiente rispetto al BPA ed è quindi un sostituto accettabile per il BPA».

In un recente rapporto l’Environmental protection agency Usa (Epa) ha esaminato 19 prodotti chimici alternativi, tra i quali il BPS, che potrebbe potenzialmente sostituire il BPA come sviluppatore di stampa nella carta termica, ma ha concluso che «Non sono state individuate chiaramente alternative al BPA più sicure (…) la maggior parte delle alternative vengono indicata a rischio “Moderate” o “High” per la salute umana o come “endpoint” per la tossicità acquatica» ma lo stesso rapporto evidenzia che «I decision makers possono prendere in considerazione sistemi di stampa alternativi».

Lo studio ha fatto uno screening di questi due tipi di carta ed ha impiegato uno sviluppatore diverso dal BPA o dal BPS che fosse estrogenico negli esseri umani, ma sottolinea che, anche per quanto riguarda la proliferazione delle cellule tumorali MCF-7 (dati non mostrati), «La mancanza di attività estrogenica non implica la sicurezza, come indicato nel rapporto Epa».

Il team guidato da Frederick vom Staal della Division of Biological Sciences dell’università del Missouri ha quindi scoperto un altro rischio nella nostra quotidiana vita di consumatori: chi utilizza disinfettante per le mani (una vera mania negli Usa che si sta estendendo anche in Europa) o creme per la pelle, può assorbire 100 volte in più di BPA e la cosa peggiora se si maneggia uno scontrino e poi si mangia cibo con le mani: il Bpa viene completamente ingerito. La cosa pare particolarmente preoccupante per i consumatori di patatine libero e le implicazioni per l’industria del fast-food sono abbastanza chiare, tanto che i ricercatori hanno condotto uno studio preliminare nei fast-food, nei punti di ristoro e nei centri commerciali della Columbia e del Missouri.

Il tempo di contatto con gli scontrini varia ampiamente secondo gli esercizi, ma in alcuni ristoranti dura fino a 65 tra l’acquisto e il consumo del cibo. In un fast-food di una nota una catena internazionale, lo scontrino viene pinzato sulla parte superiore ripiegata dei i sacchetti contenenti il cibo da asporto, il risultato è che la superficie stampata e rivestita di BPA viene afferrata direttamente, con un tempo di contatto tra la ricezione tra mano e carta termica considerevolmente più lungo di quanto sarebbe il caso se il cibo venisse mangiato nel ristorante. Alcuni fast-food mettono a disposizione dei clienti il disinfettante per le mani in dispenser addirittura accanto al registratore di cassa ed i consumatori sono spesso stati osservati mentre si disinfettano le mani prima di prendere lo scontrino al BPA. Si stima che ogni giorno 50 milioni di americani mangiano in un fast-food. Poi c sono le esposizioni al BPA per motivi professionali e in una catena di negozi statunitensi tutti i registratori di cassa hanno un dispenser con disinfettante per le mani che viene utilizzato dalle cassiere/i.

Alla fine, almeno per quanto riguarda la salute potrebbero avere “ragione” gli evasori fiscali: «Scontrino? No grazie». Ma gli autori sottolineano che l’economia potrebbe dare una mano al fisco: dopo questo studio le alternative agli scontrini al BPA potrebbero essere una buona opportunità di investimento.

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