Quando libero scambio non è libero scambio

Quando libero scambio non è libero scambio

Il Presidente Obama ha colto l'occasione del vertice APEC a Pechino per cercare di promuovere gli aspetti economici della sua politica anti-cinese dell'"Asia Pivot", nella forma della Trans-Pacific Partnership (TPP). Ha perfino invitato alleati tradizionali dell'America nell'ambasciata americana a Pechino per discuterne.

Anche se i nomi sembrano simili, questo trattato non va confuso con il Free Trade Agreement of Asia Pacific (FTAAP) proposto dalla Cina.

Come ha affermato recentemente Dennis Small del LaRouche PAC, il TPP è il classico sistema liberista britannico, che sfrutta il potere di Londra e di Wall Street su un sistema finanziario speculativo per distruggere i paesi. "Questa è la loro politica".

Il FTAAP è diametralmente opposto. È una politica basata su un sistema creditizio, come il sistema originale che rese grandi gli Stati Uniti con il primo ministro del Tesoro americano Alexander Hamilton, "in cui viene emesso il credito non per la speculazione, non per la legalizzazione della droga, non per il gioco d'azzardo, non per i derivati, e tutte le altre pazzie simili, ma per lo sviluppo di vere infrastrutture". Ed ancor più importante, prosegue Small, è l'idea del volano scientifico che conduca ad una vera ripresa economica. Questo, ha aggiunto, è il classico sistema americano di economia politica, che oggi è stato sposato dalla Cina, e viene invece respinto con risolutezza dalla Casa Bianca di Obama.

Infatti, lo scopo del TPP è stato espresso molto chiaramente ad una recente conferenza stampa a Washington da Tom Donilon, ex consigliere di Obama per la sicurezza nazionale. Donilon ha detto: "Il TPP consentirebbe agli Stati Uniti di scrivere le regole che governeranno l'economia globale per il prossimo secolo". Perfino il Peterson Institute, un pensatoio americano generalmente non amico della Cina, ha riconosciuto il fatto che il FTAAP arrecherebbe grandi benefici a tutti i paesi che aderiscono, mentre il TPP ridurrebbe il commercio tra la Cina ed i paesi membri.

Fonte: www.movisol.org

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