Prelievo forzoso: prima il risparmio, ora il contante?

Prelievo forzoso: prima il risparmio, ora il contante?

Che senso ha far pagare il canone Rai in bolletta se poi la Camera dei Deputati ci costa 5 milioni di euro l’anno solo di corrente elettrica? Che senso ha togliere gli scontrini fiscali facendo pagare tutto elettronicamente, se poi il governo stesso non punisce penalmente l’evasione sotto i 200mila euro? Forse un senso c’è, ma non a tutti potrebbe essere chiaro e forse qualcuno lo potrebbe considerare complottista.

Complottismo...?

Così come complottista potrà sembrare anche l’interpretazione di una norma presente all’interno della Legge di Stabilità, ormai crogiuolo e ricettacolo che ingloba ogni sorta di nequizia politica, secondo cui in caso di fallimento dello stato italiano, questo sarà tenuto a rifondere le grandi banche straniere ancor prima ancora che a proteggere il sistema sociale dei propri cittadini. In altre parole 160 miliardi da dare alle banche con le quali Roma ha sottoscritto derivati per oltre 160 miliardi. Erano gli anni 90. Ma noi ancora paghiamo…

Scontrino? No , grazie

Ma procediamo con ordine. Stando alle ultime dichiarazioni del nuovo direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, lo scontrino è uno strumento obsoleto per combattere l’evasione fiscale, strumento che venne introdotto nel 1980, anno in ci Internet era ancora relegato al mondo degli esperti Nasa. La soluzione? Abolirlo sostituendolo, in un futuro non lontano, con il pagamento per via telematica. Ciò presupporrebbe che tutti gli esercizi fiscali e soprattutto chi paga, abbiano gli strumenti, materiali e mentali, per affrontare il cambiamento. Il che non sempre è vero. Statisticamente l’Italia non ha mai apprezzato i pagamenti virtuali, vuoi per forma mentis, vuoi perchè gli italiani sono i primi ad essere diffidenti sulle novità soprattutto se si parla di soldi, resta il fatto che la tipologia di pagamento non ha attecchito in maniera spontanea. Siamo proprio sicuri di riuscire a imporlo? Vogliamo ricordare quanto ci hanno messo gli italiani ad abituarsi al cambio tra euro e lira?

L'odio per il contante

Da tempo sappiamo che i vari ultimi governi non eletti stanno facendo una campagna continuata contro il pagamento in contante, unico, vero motore primario dell’economia, nel tentativo (spiegazione ufficiale) di combattere l’evasione fiscale, voce che, in Italia, copre circa il 16% del Pil per ammissione dello stesso Premier Matteo Renzi (dichiarazione avvenuta via Twitter (Xetra:A1W6XZ - notizie) , naturalmente).

Da qui il divieto di transazione in contanti per somme superiori ai 999 euro. Divieto caratteristico, con una somma del genere, solo dell’Italia. E sia. Per combattere l’evasione lo si potrebbe anche sopportare, ciò che forse non si sopporta, invece, sono altre cose, come quella di una politica che vede a giudizio i rappresentanti locali di ogni regione per rimborsi illeciti (e spesso anche palesemente esagerati), così come bilanci presentati dalle regioni e le cui singole voci, oltre ad essere stranamente “fantasiose” non sono state sottoposte ad alcuna verifica.

Le assurdità

Ciò che non si sopporta è il fatto che il Canone della Tv pubblica, considerata la tassa più evasa perchè più inutile, sarà infilata tra le voci della bolletta elettrica oppure nei costi di un device elettronico (pc, smartphone, tablet), perchè potenzialmente atto a riprodurre film e musica (o anche a duplicarla illegalmente), un po’ come chi ha uno stipendio, potenzialmente in grado di contrarre un muto, fosse costretto a pagare l’Imu. Assurdo? Evidentemente no. Soprattutto se si pensa che la soglia oltre la quale scatta il reato di evasione fiscale per dichiarazione illecita, non è più di 50mila euro, ma di 200mila, il quadruplo.

Ciò che non si sopporta è la pressione fiscale da record mondiale che spinge, letteralmente ad evadere per sopravvivere, perchè in molti (mi dicono dalla regia essere la stragrande maggioranza delle persone), ha la strana abitudine non solo di mangiare e vestirsi, ma anche la necessità di pagare le bollette e di solito anche mutui e affitti, oltre a quella di crescere, in un modo o nell’altro, dei figli. E per farlo, la leggenda narra, siano necessari i soldi. Da qui, spesso, la scelta: dal momento che l’essere umano, in quanto creatura fallace e peccatrice, non ha il dono divino della moltiplicazione dei pani e dei pesci e ancorché dei soldi (a differenza di Bernanke), in molti si trovano a dover scegliere a chi dare quei pochi soldi presenti in busta paga (per chi ce l’ha) e il più delle volte la scelta ricade sulle (giuste) necessità personali.

La "totale tracciabilità"

Combattere l’evasione si è detto. Giusto, ma per farlo, la tracciabilità totale è la strada giusta? O forse a qualcuno fa comodo poter monitorare il quadro della situazione e far passare tutto dalle banche? A guadagnarci, ovviamente, saranno loro, grazie alle commissioni, ma forse, farebbe comodo anche avere facilmente accesso ai risparmi e ai soldi degli italiani (ormai tutti spostati sul sistema bancario telematico) per tassare meglio i risparmi (cosa che si sta già facendo), tassarli di più in futuro. O magari per pagare quelle famose garanzie sui derivati alle banche d'affari.

Da tempo gira la paura del prelievo forzoso che vede già un pericoloso precedente con l’iniziativa di Giuliano Amato e il suo del sei per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo", dopo "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica”. Pensiamoci un attimo: non sono tempi anche questi di drammatica emergenza della finanza pubblica? Allora il governo approvò un decreto legge di 30 mila miliardi di lire per il prelievo forzoso. Oggi la legge di Stabilità ci chiede 36 miliardi. Di (KSE: 003160.KS - notizie) euro.

Quindi, forse, la prima strada per combattere l’evasione, potrebbe essere allentare la presa sulla pressione fiscale e, magari, agevolare anche la burocrazia per le imprese. Una voce che si leverà inascoltata, classica vox clamantis in deserto, visto che i riferimenti biblici sono piuttosto abbondanti…

Da Rossana Prezioso

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