Mentre esplode il problema dell'immigrazione, la soluzione – Transaqua – torna d'attualità

Mentre esplode il problema dell'immigrazione, la soluzione – Transaqua – torna d'attualità

Il tema dell'immigrazione sta esplodendo negli USA e in Europa, non solo nei paesi di frontiera come l'Italia, ma anche nel cuore dell'Europa, in Germania. Col peggiorare della crisi c'è da temere che l'esplosione sociale, conseguenza della disoccupazione di massa e del crollo dei redditi, venga incanalata in una guerra tra poveri.

Il problema dell'immigrazione avrebbe potuto essere risolto alla radice decenni or sono, quando l'impresa d'ingegneria pubblica italiana Bonifica presentò il progetto Transaqua come risposta alla crisi del Sahel che avviò la prima grande ondata di immigrazione dall'Africa. L'idea consisteva nel trasferire ingenti masse d'acqua dal bacino del Congo a quello del Lago Ciad, rivitalizzando il lago e nel contempo costruendo un'infrastruttura moderna nel cuore dell'Africa. I benefici si sarebbero propagati all'intero continente, mettendo in moto un motore per lo sviluppo. Anche se le recenti guerre hanno aggravato il problema, le radici affondano tuttora nel sottosviluppo che Transaqua avrebbe terminato una volta per tutte.

Benché molti politici europei sostengano che l'immigrazione deve essere affrontata creando occupazione in Africa – spesso per giustificare un atteggiamento egoista o addirittura razzista – in questi decenni l'Europa ha chiuso gli occhi di fronte alla soluzione offerta da Transaqua e non ha nemmeno finanziato uno studio di fattibilità. I leader africani non hanno fatto di meglio, spesso elemosinando fondi in quantità appena sufficienti a finanziare piccoli, insignificanti progetti.

Recentemente, però, il clima è cambiato. Guardando ai BRICS, molti africani hanno capito che la crescita è possibile e in questo contesto un grande progetto come Transaqua è tornato d'attualità.

Un rappresentante dell'EIR, Lawrence Freeman, è stato nominato membro del Comitato Scientifico Internazionale della Commissione per il Bacino del Lago Ciad (LCBC), che si è riunito per la prima volta a Ndjamena il 17-18 novembre. Freeman era latore di un messaggio di saluto del Dott. Marcello Vichi, autore di Transaqua, messaggio che ha avuto un forte impatto sui membri del comitato. Il segretario generale della LCBC, Sanasi Imran Abdullahi, ha apprezzato il messaggio e ha sollecitato i membri del comitato a rispondere.

Il continente africano non potrà mai decollare, scriveva il dott. Vichi nel messaggio, "limitando gli interventi a tanti piccoli progetti politicamente importanti ma generatori quasi esclusivamente di sussistenza". Invece, Transaqua prevede "la creazione di oltre 2000 Km di trasporto fluviale Sud/Nord nel cuore del continente, la creazione di un 'pivot' industriale in piena Repubblica Centro Africana ed un possibile collegamento autostradale Est-Ovest 'coast to coast' con i porti oceanici di Lagos e di Mombasa, unitamente ad una notevole produzione di energia idroelettrica ad uso locale".

Il progetto fu giudicato "una iniziativa megalomane, faraonica, utopica".

Il dott. Vichi ha quindi rivolto un appello ai membri del comitato: "Non fate che questo vostro Congresso costituisca l'ennesima occasione perduta. Giocate la carta della utopia perchè i progetti 'utopici' ( il canale di Suez non fu a suo tempo meno 'utopico' di Transaqua) sono oggi indispensabili per il continente se l'Africa equatoriale vuole veramente scrollarsi di dosso il peso della indigenza endemica e non vuole perdere la corsa allo sviluppo mondiale che altri continenti da tempo hanno iniziato. Alcuni vengono a comprare le vostre risorse, quelle che voi non siete riusciti a sfruttare a vostro vantaggio. Concedetevi un attimo di megalomania! Fatelo nell'interesse dei vostri figli e nipoti".

Fonte: www.movisol.org

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