La guerra Usa all'Isis costa 8 milioni di dollari al giorno - di Loretta Napoleoni

La guerra Usa all'Isis costa 8 milioni di dollari al giorno - di Loretta Napoleoni

Sulla base dell'analisi dei costi e benefici, l'intervento armato statunitense nel Medio Oriente ed in Afghanistan contro i gruppi armati del fondamentalismo islamico costa troppo. Durante i cento giorni dall'inizio dell'offensiva aerea statunitense contro lo Stato islamico la spesa giornaliera è stata di 8 milioni di dollari, e cioè più di 300 mila dollari l'ora. In Afghanistan, invece, Washington spende circa 200 milioni di dollari al giorno. Ciò significa che dal 2001 l'esborso totale è stato di 1.500 miliardi di dollari, equivalente ad un po' meno del 5 per cento dell'economia mondiale.
I risultati sono per ora scarsissimi: 800 attacchi aerei contro postazioni dello Stato islamico in Iraq ed in Siria non ne hanno distrutto l'esercito né sono stati sufficienti a riconquistare i territori che l'Isis controlla. Al contrario, l'entrata in scena degli americani ha dato nuovo impeto al reclutamento ed un numero crescente di musulmani continua a voler entrare a far parte dell'esercito dello Stato islamico.
Viene spontaneo chiedersi se questa è la strategia migliore per annientare il nuovo nemico. Con tutti questi soldi si poteva sollevare dalla povertà l'Africa musulmana, iniziare a risolvere il problema dell'immigrazione clandestina, insomma fare qualcosa di positivo che rilanciasse l'immagine degli Stati Uniti agli occhi dei musulmani e del mondo. Invece questo fiume di denaro alimenta l'industria bellica in una guerra che ormai appare infinita e finanzia l'ennesimo conflitto per procura americana.
Secondo il Defense News, una pubblicazione autorevole nel campo militare, questa settimana il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso ulteriori 5,6 miliardi di dollari per addestrare ed armare i militari iracheni, utilizzare aerei militari sopra la Siria e l'Iraq e trasportare truppe e materiale bellico nella regione in questione. Pochi giorni prima il Congresso aveva accettato di raddoppiare il numero dei soldati americani in Iraq con il ruolo di "consulenti", un termine usato duranti la guerra in Vietnam. Così il numero delle truppe è salito a 3.100. Se la storia è nostra maestra allora è probabile che la spesa militare continui a crescere, se poi si dovesse arrivare alla decisione di rimandare le truppe nel Medio Oriente i costi sarebbero proibitivi: a secondo del numero dei soldati si parla di una spesa che oscilla tra i 1.100 ed i 1.800 miliardi di dollari al mese.

Fonte: www.caffe.ch

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