Junker-Renzi: scontro tra un " amante" del cognac e un venditore di fumo

Junker-Renzi: scontro tra un " amante" del cognac e un venditore di fumo

Della diatriba improvvisamente scoppiata fra il nuovo Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker ed il nostro Premier, Matteo Renzi, c’è poco di serio, ma definire il loro diverbio “baruffa chiozzotta”, forse, potrebbe essere improprio.

Conosciamo tutti il carattere istrionico del nostro Presidente del Consiglio, per quanto riguarda il neo Presidente della Commissione europea, ed ex Premier lussemburghese sono noti i problemi con l’alcol, che, almeno dando ascolto ai soliti inglesi ben informati, sembrano molto seri.

Ed allora parrebbe proprio che non ci sia nulla di cui preoccuparsi, cosa ci si può aspettare dall’incontro di un ciarlatano ed un ubriacone?

E’ chiaro, però, che il cittadino italiano non dovrebbe sentirsi tranquillo se a capo del suo Paese c’è un venditore di fumo mentre il massimo organismo sovranazionale è presieduto da un alcolizzato, ma ormai questa situazione è conclamata, non è una novità.

La cosa, però, non va banalizzata né sottovalutata, insomma, con una espressione comune, ma efficace, dovremmo dire: c’è poco da ridere!

Anche perché nello “sfogo” di Junker, non so se avvenuto sotto i fumi del cognac, oppure in uno dei rari momenti di lucidità, il Presidente della Commissione europea ha detto una cosa che può risultare scontata, ma riferita da chi occupa la sua posizione perde i connotati della banalità.

Junker ha infatti detto che i Capi di Governo (si è tenuto generico e non si è riferito esclusivamente a Renzi) al chiuso delle sale nelle quali si riuniscono in sede europea sono concordi e votano all’unanimità, salvo poi, all’uscita, intrattenersi con i giornalisti e dichiarare di non aver ceduto la loro sovranità e quindi porsi immediatamente in maniera critica rispetto alle decisioni appena prese.

Insomma, in parole povere, si siedono a quei tavoli con la coda fra le gambe votando tutti compatti, salvo poi fare i gradassi, per far credere di contare ancora qualcosa, non appena si alzano da quelle sedie e si incontrano con la stampa.

Junker ha anche precisato che quel comportamento, certamente diffuso, è capibile da un punto di vista politico, ma che non si deve eccedere, come ha fatto Renzi, con termini (burocrate) che, in effetti, non possono essere attribuiti ad una persona eletta democraticamente.

Insomma, banalizziamo pure la disputa derubricandola a “baruffa chiozzotta”, ma non dimentichiamoci che dietro a questi comportamenti, evidentemente “falsi” e “ipocriti”, si nasconde un unico disegno che mira, in Europa, al superamento degli Stati nazionali, un progetto che avrà conseguenze disastrose per i popoli del Vecchio Continente.

Giancarlo Marcotti

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