Iran nucleare: accordo o non accordo, questo non e' il problema!

Iran nucleare: accordo o non accordo, questo non e' il problema!

Mancano ormai pochi giorni alla scadenza del 24 Novembre e le delegazioni dell'Iran e delle 6 nazioni impegnate nei negoziati sono già a Vienna nel tentativo di raggiungere uno storico accordo che porrebbe fine ad un decennio di tribolazioni persiane per poter procedere con il proprio programma nucleare pacifico.
La Repubblica Islamica dell'Iran, soprattutto negli ultimi anni, ha dimostrato una grande pazienza ed anche se avrebbe potuto farlo più di una volta, non ha mai abbandonato il tavolo dei negoziati rispondendo con parsimonia a quelle che venivano indicate come "preoccupazioni internazionali" sul suo programma nucleare.
E' inutile negare che pure le 6 nazioni sono davanti ad una decisione importante e che i leaders di ognuna di queste potrebbe addirittura passare alla storia solo per via dell'accordo con l'Iran. E' forse più di tutti il caso di Barack Obama che nel caso dell'abolizione delle sanzioni, come auspica la parte iraniana, ed il raggiungimento di un accordo, sarebbe dopo 35 anni il primo presidente americano a raggiungere un compromesso con la Repubblica Islamica, dopo la fine della monarchia di Mohammad Reza Pahlavì.
Una Repubblica Islamica che in 35 anni di vita e' stata sempre vittima di incomprensioni e talvolta azioni ostili, soprattutto da parte occidentale, e che oggi più che mai ha dimostrato di essere pronta a controfirmare un accordo che sia nell'interesse di tutti; molti analisti, tra l'altro, ritengono il polverone sul nucleare iraniano, solo l'ultima trovata di certe nazioni per mettere sotto pressione il governo di Teheran.
Esaminando le dichiarazioni di Zarif, il Ministro degli Esteri dell'Iran, al suo arrivo a Vienna, la posizione di Teheran si può riassumere in sette punti:
1) La Repubblica Islamica e' alla ricerca di una soluzione, un'intesa ed un accordo costruttivi.
2) Se le 6 nazioni abbiano veramente l'intenzione di porre fine all'annoso problema, Teheran ha da proporre più di una soluzione per risolvere la questione.
3) L'obbiettivo dell'Iran e' raggiungere un accordo che osservi i diritti del popolo iraniano in materia di nucleare.
4) Il 24 Novembre, e quì e interessante l'analisi di Zarif, sarà in ogni caso il giorno della vittoria nazionale degli iraniani, che l'accordo si faccia o meno. La motivazione e' facilmente comprensibile; se si raggiunge un accordo, e' chiaramente una conquista perchè Teheran potrà finalmente usare la tecnologia nucleare senza il timore di sanzioni ed accuse dall'esterno; in caso contrario, la vittoria sarà sempre dell'Iran perchè Teheran avrà fatto tutto il possibile per il raggiungimento dell'accordo. In altre parole gli iraniani, e non solo, capiranno che se la questione del nucleare e' rimasta irrisolta, la colpa non e' certo del governo iraniano.
5) Ci sono tante divergenze ed in queste condizioni le delegazioni si dilungano troppo su dettagli come la procedura che verrà seguita per l'arricchimento d'uranio su scala industriale.
6) L'Iran e' disposto a firmare un accordo solo nel caso dell'abolizione, completa ed incondizionata, di tutte le sanzioni ingiuste a suo carico.
7) Ultima riflessione, il fatto che purtroppo in Occidente un gruppo crede ancora nelle sanzioni e pertanto vorrebbe che rimanessero anche dopo un eventuale accordo.

Ad ogni modo, l'Iran, che negli ultimi anni ha celebrato non poche vittorie nei diversi settori, dalla scienza e la tecnologia all'arte ed allo sport, potrà festeggiare il 24 Novembre una nuova vittoria, questa volta dal sapore nucleare.

di Davood Abbasi.

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