Il bunker: la follia di gente che non si “affida” - di Enrico Galoppini

Il bunker: la follia di gente che non si “affida” - di Enrico Galoppini

Scoppia la bunker-mania? Sembrerebbe di sì, stando a questo "speciale" dell'Ansa.

Un bunker alla portata di tutti, chiavi in mano, per scampare da flagelli quali olocausti nucleari, pandemie e tutti gli altri incubi diffusi a profusione dai "media" tra un pubblico sempre più impaurito e disorientato.

Ognuno, di fronte alla mal parata, cerca di salvare la pelle, sua e dei suoi cari, alla faccia di tutti gli altri che non avranno avuto i soldi o lo spazio per costruirsi il rifugio; o che - secondo il modo di vedere dei più "previdenti" - si saranno fatti cogliere alla sprovvista dal flagello apocalittico prossimo venturo.

Questo modo di affrontare gli imprevisti più tragici ed estremi è tipicamente moderno ed "americano". In America (e non solo) esiste infatti tutta un'umanità che non solo s'è dotata di bunker a prova di atomica, ma ha costruito attorno a sé tutto un sistema di autosufficienza svliuppato paranoicamente fin nei più minimi dettagli. C'è addirittura chi, accanto a casa sua, ha organizzato, oltre al classico orto, un laghetto per la pesca sportiva, per essere completamente autonomo e non farsi mancare nulla mentre "là fuori" crepano di fame. Per non parlare di chi già vive trincerato tra sistemi d'arma automatici con puntatori laser e mitragliette disseminati attorno alla sua proprietà.

Non c'è che dire, è proprio il caso di esclamare: welcome!

Poi c'è la questione delle scorte alimentari, dei medicinali ecc., che vanno ovviamente rinnovate periodicamente, rappresentando tutto ciò un vero e proprio lavoro che assorbe inutilmente tempo e risorse. Tra le cose più comiche di questi moderni 'apocalittici' ci sono le quantità inverosimili di pacchi di carta igienica, al che le battute al riguardo si possono naturalmente sprecare...

Ma su tutto ciò grava una ben più seria e dirimente questione: si sono mai posti, questi specialisti della fuga e dell'egoismo, che alla fine, se davvero deve arrivare un'apocalisse divina, ognuno si salverà esclusivamente in base al volere di Chi l'avrà mandata su questa terra?

Non hanno mai notato che anche in mezzo ad un'esplosione atomica o ad uno tsunami c'è sempre qualche edificio che resta misteriosamente in piedi?

E non si sono mai interrogati sul fatto che, piuttosto che salvare la pelle a tutti i costi qui, in questo mondo, varrebbe la pena di vivere il tempo che ci è dato, avendo fiducia in Chi ce l'ha dato, per farsi trovare pronti per una ben più stabile e duratura Salvezza?

Fonte: Arianna editrice

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