Il 45% di tutti gli sbarchi segnalati negli ultimi 20 anni è avvenuto nel 2014

Secondo uno studio effettuato dal dipartimento degli affari sociali ed economici nel 2050 oltre un terzo della popolazione italiana sarà composta da immigrati. La ricerca è stata effettuata seguendo modelli matematici che hanno preso in esame il flusso migratorio a partire dal 1995 e che portano alla conclusione che per l’Italia ci sarà un’invasione straniera per rimpiazzare i lavoratori italiani. Invece di far fronte al declino economico e sociale cercando di spingere per politiche a favore delle famiglie al fine di favorire le nascite le nazioni unite stanno analizzando come sostituire i lavoratori dei paesi membri dell’Ue in modo da non far crollare il mondo del lavoro ed il sistema pensionistico. Nel 2050 in Italia saremo solo 169 mila persone in più rispetto a quanti eravamo 64 anni fa. Dal 1995 in poi, data in cui si è registrato il più alto tasso demografico, abbiamo assistito ad un lento a inesorabile declino della popolazione accompagnata da un progressivo invecchiamento ed un calo delle nascite.

In Europa si registra un tasso di natalità pari a 1.5 bambini per ogni donna, una media insufficiente per i livelli di sviluppo attuali. Il problema principale è che meno nascite significa che alla lunga ci sarà meno forza lavoro disponibile e che non riusciranno a reggere il paese schiacciato dalla macchina pensionistica. Ecco perché le Nazioni Unite stanno studiano come sostituire la “vecchia” Europa, portando “gente fresca” dall’Asia, Africa ed Oceania. L’Italia, secondo i programmi, si trasformerà in un “melting pot”, un insieme di razze culture e religioni dove tra 40 anni faticheremo ad essere in maggioranza.

Come scrive il dipartimento degli affari sociali ed economici “In Francia, Germania e Gran Bretagna – scrive il Dipartimento degli Affari sociali ed economici dell’Onu – il numero di immigrati necessari per mantenere costante sia la popolazione totale che la popolazione in età lavorativa varia irregolarmente nel tempo a causa di strutture di età specifiche . Questi numeri sono paragonabili al numero di immigrati ricevuto nel corso degli ultimi dieci anni. In Germania e in Italia, invece, lo scenario porterebbe tra il 30 e il 40 per cento la popolazione immigrata nel 2050, che è molto più alta di quella attuale”.

I dati che arrivano dalla Guardia Costiera fotografano bene la pessima situazione. Il 45% di tutti gli sbarchi segnalati negli ultimi 20 anni è avvenuto nel 2014. Addirittura chi è riuscito ad entrare nel paese vivendo in clandestinità per mesi ed anni è riuscito a trovare lavoro molto più facilmente degli italiani. L’obiettivo finale, secondo il palazzo di vetro di New York è quello di far raggiungere all’Europa il rapporto di due lavoratori per ogni pensionato, cercando di seguire il modello Usa dove il rapporto è di 2.8 per ogni ex lavoratore.

Sempre secondo l’Onu L’immigrazione di rimpiazzo è tra le possibili politiche di risposta da considerare per mantenere adeguati livelli di crescita senza fare un minimo cenno ai milioni di lavoratori disoccupati ne italiani ne europei. Ormai stiamo diventando cittadini di serie B a casa nostra.

Fonte: www.stampalibera.com

Il 45% di tutti gli sbarchi segnalati negli ultimi 20 anni è avvenuto nel 2014
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