Diamo un calcio al multitasking - di Patrizia Guenzi

Diamo un calcio al multitasking - di Patrizia Guenzi

La pazienza è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico". Così scriveva Leopardi nello Zibaldone. E oggi più che mai, potremmo aggiungere. In una società sempre più frenetica, perennemente in corsa e trafelata, chi rallenta, aspetta, pazienta, in realtà vien guardato storto. Ma come? Ti permetti di prender fiato, di ascoltare, osservare, elaborare... sarai mica matto? Questo, di solito, si pensa di chi decide di darsi un ritmo più lento e dare un calcio al multi-tasking. Mentre la maggior parte sostiene che siamo tutti saliti su un treno in corsa, dal quale non possiamo più scendere, complice pure una società iperconnessa. "Bè, essere impegnati su più fronti non è di per sè negativo, in fondo è una caratteristica delle persone più creative - osserva Ivan Battista, psicoterapeuta, docente esperto alla Scuola medica ospedaliera di Roma -. Tutto sta nel non esagerare, nel riuscire comunque ad essere centrati e concentrati in quel particolare momento".
Ma chi ha detto che dobbiamo per forza velocizzare tutto, azzannando tempo, affetti e valori?! E non, invece, recuperare il senso della concentrazione. Lo consiglia pure un nuovo libro, una sorta di manuale per vivere più felici: "A passo leggero - Esercizi di introspezione e circospezione", di Cristina Gabetti (vedi sotto).
Insomma, torniamo a privilegiare la qualità sulla quantità. A fare una cosa per volta. Addirittura nella patria del multi-tasking, gli Stati Uniti, ci si sta riappropriando del valore del single-tasking, fare, appunto, una cosa alla volta. Concentrandosi su quella data cosa, in quel preciso momento. "Mindfulness" (piena presenza), così viene definito questo modo di affrontare la vita. Un po' ciò che si insegna negli ospedali universitari ginevrini da una decina di anni, con un programma di meditazione cosciente per alleviare i pazienti depressi. Tant'è che quest'anno, la disciplina ha ricevuto una consacrazione accademica: la facoltà di medicina e l'Alta Scuola di salute di Ginevra hanno inaugurato una formazione continua inedita, aperta ad ogni tipo di professionisti confrontati con le problematiche della salute, medici, infermieri, ostetriche, psicoterapeuti, ducatori. Consigliano tutta una serie di "esercizi", come imparare un'attenzione particolare sul presente, sulle proprie sensazioni, emozioni, pensieri, ma senza dare giudizi. Una pratica fattibile in ogni luogo e in qualsiasi momento. A partire dal 13 novembre, all'Alta scuola di salute di Ginevra verranno organizzati dei cicli di corsi completi e su misura per futuri genitori, sotto la supervisione di un'insegnante ostetrica. L'obiettivo è prepararsi, attraverso esercizi specifici, a vivere pienamente e coscientemente un'esperienza di trasformazione come è quella della nascita e della genitorialità, lavorando su sensazioni ed emozioni. Contro il mito del multitasking anche Dave Crenshaw, consulente aziendale e conferenziere statunitense; nel suo libro "Una cosa per volta. Quando fare tutto è come fare niente" (Sperling & Kupfer), insegna a dare una tregua ai nostri neuroni per guadagnare in produttività e qualità della vita. E se avesse ragione?

Fonte: www.caffe.ch

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