Big Pharma, Glaxo spicca nella corsa ai mercati emergenti

Big Pharma, Glaxo spicca nella corsa ai mercati emergenti

C’è una fondazione con sede nei Paesi Bassi che ogni due anni emette una propria speciale classifica in cui esamina gli sforzi di Big Pharma nel rendere i medicinali sempre più accessibili alle persone nei Paesi in via di sviluppo. Secondo quanto riporta il quotidiano britannico «The Guardian», per il 2014, come già l’anno scorso, la Access to Medicine Foundation ha attribuito la posizione di testa della sua valutazione al gigante britannico GlaxoSmithKline, decretando invece un peggioramento per le concorrenti Pfizer (dall’11° al 16° posto) e Sanofi (dal 3° all’8°). L’indagine sottesa alla classifica si svolge sulla base di alcuni criteri, tra cui la loro disponibilità a praticare prezzi più bassi nei Paesi poveri, la loro propensione a fare ricerca sulle malattie trascurate tropicali, le attività di lobbying e le politiche di brevetto, la violazioni dei codici di condotta, corruzione, trasparenza e comportamento nello sviluppo di studi clinici.

Partendo dalla considerazione che circa 2 miliardi di persone sul Pianeta non ha accesso ai farmaci necessari per le proprie cure, e che queste compagnie non agiscono per motivi altruistici, ma perché vedono una opportunità commerciale nei Paesi a medio reddito come laCina, Sud Africa e Brasile, che rappresentano poco meno della metà della popolazione mondiale, la fondazione olandese mette sotto la propria lente venti delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo. Non a caso, sottolinea Jayasree Iyer, responsabile della ricerca, l’Africa è sempre più un obiettivo strategico, e diverse imprese vi insediano unità di business. Le multinazionali concedono un maggior numero di licenze a società dei Paesi in via di sviluppo consentendo così una maggior distribuzione delle versioni generiche dei loro farmaci, e cinque compagnie (Novartis, Johnson & Johnson, GSK, AbbVie e Sanofi) starebbero sviluppando più della metà dei propri prodotti in fase di ricerca proprio per i Paesi in via di sviluppo.

Fonte: www.valori.it

Corrado Fontana @ fontana@valori.it

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