Basta “riforme”! Non se ne può più!

Basta “riforme”! Non se ne può più!

Che ne dite di vietare per legge ai politici, soprattutto a coloro che stanno al governo, di pronunciare la parola “riforme”? Personalmente non riesco più a sopportarne la ripetitività. E’ diventato un mantra.

Il termine “riforme” è una parola magica in grado di risolvere tutti i problemi, una specie di “elisir” che cura tutti i mali, si dimentica solo un piccolo particolare, che il termine “riforme”, in se stesso, non significa nulla.

E’ un vocabolo privo di contenuto se non lo esplichiamo. Ok una cosa che non funziona va riformata, ma come? Il problema sta tutto lì!

Il cambiamento, in sé, non è né positivo né negativo, occorre vederne gli effetti per capire se porterà un beneficio o un peggioramento rispetto alla situazione attuale.

Ed invece i politici continuano genericamente a parlare di “riforme” senza alcun costrutto, ed è per questo che è ben più di un’ipotesi il sospetto che questo termine venga utilizzato per “tirare a campare”.

Insomma si rimanda sempre tutto in attesa che vengano approvate le “riforme”, che nessuno sa di preciso come saranno strutturate.

Se vogliamo, possiamo anche interpretare questo fatto come l’ennesima riprova del genio di Samuel Beckett. Più di sessant’anni fa, infatti, andava in scena per la prima volta a Parigi “Aspettando Godot”.

Ed allora possiamo adattare il celebre aforisma “Come si sa, funzione propria dei geni è quella di fornire idee ai cretini … sessant’anni dopo”.

Giancarlo Marcotti

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