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Saremo 12 miliardi in giro per il pianeta - di Ezio Rocchi Balbi

Se i calcoli risulteranno corretti, a fine secolo alcuni problemi come la disponibilità di acqua potabile, alimenti e di servizi sanitari per tutti si riproporranno in maniera drammatica, influendo non poco su conflitti sociali, inquinamento, nuove guerre e sicurezza del pianeta. Il calcolo è semplice ma micidiale: saremo 12 miliardi nel 2100, gomito a gomito sulla Terra. E il volto che avremo la possibilità di incontrare più facilmente in tutti cinque i continenti sarà, con tutta probabilità, quello di un ragazzo africano. Secondo le stime di un team internazionale, guidato dai ricercatori dall'Università di Washington e pubblicato dalla rivista Science, la popolazione umana è destinata a crescere in modo esponenziale, molto più di quanto prevedevano le precedenti analisi.
Fra circa 85 anni, quindi, gli abitanti del pianeta saranno quasi il doppio di quelle di oggi e di conseguenza torna d'attualità l'allarme sussistenza. Emergenza da cui non è immune la Svizzera, visto che anche qui gli abitanti (più per effetto dell'immigrazione che per natalità) aumentano più velocemente di quanto previsto. Stando all'ultimo aggiornamento delle previsioni di crescita elaborate dall'Ufficio federale di statistica (Ust), la quota di 8,5 milioni prevista nel 2023 sarà già superata nel 2019. Le proiezioni Ust si spingono al 2060, ma il sovraffollamento ipotizza svariate implicazioni, buona parte delle quali drammatiche.
A premere sull'acceleratore della crescita sono soprattutto i Paesi africani e quelli asiatici, ma fra le tante preoccupazioni degli studiosi c'è pure il progressivo invecchiamento delle popolazioni, che riguarderà anche nazioni come il Brasile o l'India attualmente molto giovani. In sintesi: su dieci abitanti del pianeta quattro o cinque saranno africani o asiatici e solo un paio di un altro continente. Europa inclusa.
Basta scorrere i numeri dello studio, notando che il diagramma della crescita non prevede nessuna curvatura verso il basso nei prossimi decenni, per appurare che a fine secolo - bene che vada - avremo 2,5 miliardi di "terrestri" in più. Nella peggiore delle ipotesi oltre cinque miliardi di abitanti si aggiungeranno agli attuali 7,2, raggiungendo la cifra record di 12,3 miliardi di persone. Il boom della crescita demografica spetterà al Continente nero dove, secondo le previsioni degli esperti, la media di 4,6 figli per donna resterà immutata, ma la mortalità infantile e generale si ridurrà drasticamente grazie ai progressi nella lotta alle malaattie, soprattutto quelle infettive. Se adesso l'Africa conta circa un miliardo d'abitanti (che in fondo sono meno degli attuali cittadini dell'India), nel 2100 si prevede ne avrà tra i 3,5 e i 5 miliardi. Recordman continentale la Nigeria, che già ora è lo Stato più popoloso, ma che da qui a fine secolo quadruplicherà i suoi 200 milioni d'abitanti. Anzi, non s'esclude che possa reggiungere il miliardo tondo di nigeriani.
In controtendenza, invece, il continente asiatico, che raggiungerà sì il picco di cinque miliardi di abitanti (rispetto ai 4,4 attuali) entro 35 anni, ma dal 2050 in poi conoscerà un lento declino demografico.
L' Asia ci riserverà invece meno sorprese: laddove oggi abitano 4,4 miliardi di persone, è molto probabile che si registrerà un picco a 5 miliardi nel 2050 e poi un lento declino. Gli autori dello studio, dunque, smentiscono le precedenti previsioni Onu, che vedevano una parabola discendente nella crescita, dopo il picco di 9 miliardi che si sarebbe raggiunto nel 2050. "Il 70% delle probabilità indica che questo non avverrà affatto - ha detto Adrian Raftery, autore dello studio -. Il tema della crescita demografica, che ultimamente è stato quasi messo da parte nell'agenda mondiale, deve tornare a essere fondamentale".

erocchi@caffe.ch
@EzioRocchiBalbi

Tag(s) : #Lodigiano: Primo Piano
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