Ma il terrazzo non va in letargo - di Ezio Rocchi Balbi

Ma il terrazzo non va in letargo - di Ezio Rocchi Balbi

In molti sono convinti che, passata la lussureggiante fioritura estiva, piante e fiori ospitati sul terrazzo di casa si preparino per un lungo letargo invernale dandoci appuntamento alla prossima primavera. In poche parole gli attrezzi da giardinaggio domestico vengono dimenticati e le piante, venuto meno il loro contributo di fiori e foglie verdi, abbandonate al loro destino. Male che vada, pensano i più, ne comprerò di nuove la prossima primavera.
Peccato, però, perché nessuna pianta da terrazzo in realtà va in letargo, e buona parte di queste potrebbero benissimo restituire l'anno successivo la loro dote di fiori e verde dedicando un minimo d'attenzione. Per tacere di tante altre, come la bellissima Dipladenia, la Passiflora, la Plumbago che potrebbero benissimo continuare la loro "esibizione" vegetale all'interno della casa o all'esterno con qualche precauzione. "Effettivamente è questione di scelte, ma è un vero peccato buttare delle piante che, tra l'altro, hanno un certo valore - osserva il giardiniere paesaggista Gianni Cattaneo di Lugano -. Molti sul terrazzo tengono piantine annuali, che vengono sostituite ogni stagione, ma già le viole, ad esempio, hanno due fioriture: una adesso e una primaverile che termina coi primi caldi. Ma si può avere un bel terrazzo fiorito con le 'perenni vivaci' come l'Helichrysum, che poi è la pianta del curry, erbacee sempreverdi come la Rodiola, la Lavanda, la Pervinca, l'Elleboro fino a tante varietà di margherite. Certo, non richiederanno le cure della bella stagione, ma un minimo di attenzione va dedicata anche nei mesi invernali".
Va da sè, ad esempio, che le piante in vaso, soprattutto quelle d'appartamento come il Ficus Benjamin, che hanno trascorso l'estate all'aperto, devono essere nuovamente riportate in casa. Ma è altrettanto importante ricordarsi che anche le piante da esterno più resistenti richiedono un po' di attenzione. "Almeno per quanto riguarda l'innaffiatura, che è l'errore più tipico che viene commesso - spiega Allen Maffei, giardiniere di Monte Carasso -. C'è chi non bagna per niente le piante e chi le irrora troppo, o si dimentica, se esposte alla pioggia, di svuotare i sottovasi ricolmi d'acqua. Tutte cose che possono risultare letali. Invece bisogna lentamente iniziare a diminuire l'apporto di concime e di acqua, senza mai far seccare completamente il terriccio, per favorire il riposo vegetativo durante l'inverno. Molte piante possono trascorrere l'inverno all'aperto usando delle piccole accortezze, come disporre uno strato di pacciame alla base, o avvolgere i vasi e piante in piccole stuoie di canna, o con l'apposito tessuto-non-tesuto". Ad esempio, il bosso e il ligustro possono trascorrere l'inverno all'esterno senza problemi, innaffiandoli di tanto in tanto. "Ma le sub-tropicali, come l'oleandro, l'ibisco e le piante d'agrumi come limone e mandarino sono molto sensibili al freddo e se non sono su un terrazzo ben soleggiato dovrebbero essere riparate all'interno", raccomanda Maffei. Anche tante piccole piante tradizionali di terrazzi e balconi come i gerani, le fucsie, le Punica possono essere leggermente potate e messe in un luogo asciutto, luminoso e fresco, innaffiandole quel tanto che basta per impedire che secchino e ritrovarsele l'anno dopo.
"Non ci sono problemi con piccole conifere, la Tuia o arbusti come le azalee, o le rose che basta ricordare di bagnare quando serve e spostarle nel lato riparato del terrazzo, contro il muro - ricorda Mattia Scaffetta, giardiniere di Contone -. Un'avvertenza che dimenticano in molti, invece, è la cura della terra. Va bene usare i fertilizzanti, ma anche nelle vasche grandi la terra a un certo punto è 'esaurita': meglio rinvasare e cambiarla completamente al massimo dopo otto anni".

Fonte: www.caffe.ch

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