Lega. Una manifestazione di popolo

Lega. Una manifestazione di popolo

Un successo di popolo, la manifestazione milanese leghista contro l'immigrazione selvaggia e i negrieri e "schiavisti" (così Salvini) che la istigano. Tanto più un successo se paragonata alla "contromanifestazione", scientemente autorizzata - una vera e propria provocazione - organizzata dai residui della sinistra che si definisce "democratica" e il movimento 5 Stelle lombardo.
Da Porta Venezia a Piazza del Duomo "centomila e un" manifestante, "alla faccia dei gufi di sinistra e degli sfigati dei centri sociali", "ladri e razzisti che si radunano in altre piazze, non qui, stasera", ha affermato un Matteo Salvini sorridente e trionfante che ha annunciato che questo martedì 21 ottobre, a Strasburgo, all'europarlamento, chiederà, con Marine Le Pen, "la sospensione del trattato di Schengen", per fermare un'invasione migratoria insostenibile, voluta da chi è - questo sì - "schiavista e razzista".
Il leader della Lega ha dichiarato a tutto tondo che nessuno vuole "cacciare" dall'Italia chi è residente in Italia e ha un lavoro regolare e che anzi molti di costoro erano presenti nella stessa piazza del Duomo con la Lega. Ha ricordato che il problema dell'"invasione" non si risolve certo con un'accoglienza insostenibile, economicamente e socialmente, ma con corposi e concreti aiuti nei Paesi d'origine dei migranti, attratti in Europa da una propaganda consumista e irreale voluta soltanto da chi intende sfruttare la loro forza lavoro e abbassare stipendi ed emolumenti ai lavoratori nazionali.
Secondo Salvini "Mare Nostrum" - la politica di accoglienza a 360 gradi voluta in particolare dall'Ncd di Alfano, dal Pd, da Sel e sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo con un voto parlamentare che ha cancellato il reato di immigrazione clandestina - e la prossima fase "Triton", sono operazioni suicide dell'identità e della sicurezza in Italia e, più in generale, in Europa.
Radicale la denuncia di Salvini contro il leader del M5S: «Grillo ha preso in giro i suoi elettori, ha rubato i loro voti in nome della pulizia ma poi vota tutto quello che vuole la sinistra»,comprese le leggi di tolleranza verso l'invasione migratoria, ha detto Salvini. Comunque «Non ci ho perso il sonno», chiosato il segretario della Lega all'indirizzo dei 5 Stelle.
Salvini ha poi indicato alla piazza come «il problema vero dei lavoratori italiani ha un nome e un cognome: è sua maestà Matteo Renzi». Per Salvini infatti il presidente del Consiglio «è stato messo al governo dalle banche e dai finanzieri per svendere ciò che è rimasto dell’industria e delle finanza italiana».
Sul palco di piazza Duomo, accanto a Salvini, tra gli altri, i governatori Roberto Maroni della Lombardia e Luca Zaia del Veneto, l’ex ministro Roberto Calderoli, i consiglieri regionali lombardi e del Comune di Milano, l’europarlamentare Mario Borghezio e il presidente federale Umberto Bossi.
«L’integrazione è possibile se c’è il lavoro, altrimenti non c’è integrazione», ha rilevato nel suo intervento Bossi.
L'importante oggi è costruire e rafforzare «una Lega immensa che non ha confini, né politici, né geografici che vuole difendere il suo popolo dall’invasione», ha sottolineato Borghezio, nel sottolineare come dalla stessa Roma siano "oggi venuti in mille perché hanno capito che qui si difendono i confini, caro Alfano, caro Renzi, traditori. Quindi difende anche l’Italia», ha concluso il deputato europeo eletto nella circoscrizione del Centro Italia. L'europarlamentare si riferiva sia ai militanti di "Casa Pound", presenti in gran numero sulla piazza e sia alle altre delegazioni "non del nord" giunte a Milano per partecipare alla protesta leghista e così, anche, promuovere il varo di una "più grande Lega" nazionale.
Dall'altra parte le poche centinaia di persone, a stento un migliaio, nonostante le centinaia di convocazioni organizzate da ogni sigla aderente, che hanno partecipato all'assurdo (anche semplicemente per le questioni di ordine pubblico che avrebbe potuto sollevare) contro-corteo «Stop Lega Nord» partito alle 15 in largo Cairoli con appuntamento nella stretta piazza Santo Stefano, appena dietro il Duomo, dove è arrivato, a stento (il tragitto era evidentemente molto ma molto lungo...) intorno alle 18.
I promotori? Anpi e Cgil, centri sociali, associazioni e attivisti antifascisti, il Movimento 5 Stelle Lombardia e il centro sociale Cantiere. In testa al corteo alcune donne musulmane con il velo e tre maxi fantocci di personaggi leghisti. Chi aveva organizzato il corteo, intitolato «Chi ama la libertà odia il razzismo, stop Lega Nord», riportava dichiarazioni su Milano "città meticcia dove ci si può integrare". Per Graziano Gorla, segretario della Camera del Lavoro di Milano (Cgil) sarebbe la Lega a «fomentare l'odio razziale o religioso nei confronti di chi è fuggito da miseria, guerra e fame».
Per disturbare il comizio di Salvini e la grande manifestazione della Lega, i gruppi "contro" - nella più assoluta assenza di controlli di polizia - hanno fatto esplodere fuochi artificiali colorati e hanno gonfiato un pallone aerostatico. Patetici. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23607#sthash.NVGXbARG.dpuf

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