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La matematica a colpi di spread - di EZIO ROCCHI BALBI

Alla riapertura delle scuole, gli studenti delle medie del Regno Unito si sono ritrovati una materia in più, inclusa per la prima volta nei programmi ufficiali delle lezioni: la matematica finanziaria. Evidentemente imparare a leggere, scrivere e fare di conto non basta più in un mondo dove tassi ipotecari, interessi e spread dominano la scena. E forse bisogna invertire la rotta anche in Svizzera, una delle piazze finanziarie più importanti del pianeta e dove l'attività bancaria è tra i core business principali. Eppure gli studenti elvetici, nell'ultimo test Pisa (Program for International Students Assessment), che valuta le competenze matematiche, scientifiche e di lettura dei ragazzi nei Paesi dell'Ocse, con la media di 531 punti raggiunta dai 15enni si erano collocati al di sopra dei 501 della media Osce. Le performances matematiche dei teenagers rossocrociati avevano conquistato il terzo gradino del podio, alle spalle solo dei coetanei coreani e giapponesi. Osservando la speciale tabella dedicata alle prove di calcolo finanziario, però, la Svizzera non appare. "Era un test opzionale e i nostri ragazzi non hanno partecipato - dice il responsabile Ufficio dell'insegnamento medio del dipartimento Educazione , Francesco Vanetta -. È vero che nonostante i nostri studenti da tempo figurino al top nei punteggi Pisa per la matematica, l'economia in senso lato sia materia un po' trascurata. Nel nuovo piano di studi della scuola dell'obbligo, che anche se non a livello generalizzato partirà nel settembre 2015, penso che se ne sia colta l'esigenza. Infatti è prevista una formazione generale di competenze trasversali, incluso sviluppo sostenibile e aspetti economici: l'obiettivo prioritario punta a competenze che permettano agli studenti di affrontare situazioni complesse e risolverle, e anche in matematica si introdurranno situazioni pratiche, concrete e attuali".
Eppure sono in molti, tra pedagogisti e docenti, a chiedersi perchè dovremmo parlare di soldi, di economia finanziaria ai ragazzini. Meglio lasciarli giocare e divertirsi finchè possono; avranno tutta la vita per affrontare argomenti così seri. Non la pensa affatto così Sergio Rossi, docente di economia monetaria all'università di Friburgo, che da tempo sostiene la necessità di una vera e propria 'alfabetizzazione' economico-finanziaria: "E tanto meglio se si parte con i più giovani - precisa Rossi che ha curato un numero speciale dell'International Journal of Pluralism and Economics Education dedicato proprio all'insegnamento dell'economia almeno nelle scuole superiori -. Il tema mi sta particolarmente a cuore, perché penso permanga una sorta di incomprensibile pudore nel toccare il tasto dei soldi, del denaro con i bambini. E a scuola non vengono affrontati argomenti economici con gli studenti più giovani, forse per paura di influenzarne l'orientamento politico-economico. E i risultati si vedono e sono pessimi".
Parere non del tutto condiviso, ma per motivi "tecnici", dall'ispettore scolastico Michele Tamagni , organizzatore del Rallye Matematico in Ticino: "Che i ragazzi abbiano delle nozioni circa il calcolo degli interessi, rateo e su altri problemi sono d'accordo, ma escludo sia possibile fin dal ciclo elementare - osserva Tamagni ricordando, tra l'altro, che spesso il fenomeno dell'indebitamento giovanile è figlio di una scarsissima conoscenza economica -. Nessun motivo 'ideologico' lo sconsiglia, ma solo il fatto che i bambini delle elementari non hanno le competenze matematiche per affrontare argomenti di questo livello. Con gli studenti delle medie, invece, vale veramente la pena di iniziare a parlarne".

http://www.caffe.ch/stories/cultura/48293_la_matematica_a_colpi_di_spread/

Tag(s) : #Lodigiano: Società
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