La giustizia elvetica è la più veloce - di Ezio Rocchi Balbi

La giustizia elvetica è la più veloce - di Ezio Rocchi Balbi

È vero che, per quanto tutti discendenti del Diritto Romano, i sistemi giudiziari del continente sono diversi l'uno dall'altro, ma quando si tratta di valutare costi, risultati ed efficienza la "pagella" può anche essere unificata. Ed è quello che ha fatto la Commissione europea per l'efficienza della giustizia (Cepej) pubblicando, pochi giorni fa, il suo quinto "Rapport sur l'évaluation des systèmes judiciaires en Europe". Detto che la crisi economia, soprattutto nei Paesi già carenti di risorse umane, non ha certo aiutato l'amministrazione della giustizia, si scopre con piacere che non solo i budget sono stati mediamente rispettati, ma che le perfomances negli ultimi sette anni sono decisamente migliorate.
La Svizzera, valutata assieme ad altri 46 Paesi d'Europa, conquista non pochi record, a partire da quello - irraggiungibile per i competitor - dei giorni necessari ad affrontare una causa civile-amministrativa. Una procedura d'insolvibilità, ad esempio, viene regolata dai tribunali elvetici in 38 giorni; un decimo della media europeo e distante anni luce dalla "pecora nera della Ue, l'Italia, che di giorni ne accumula ben 2.566! Alla fine del 2012 (anno di riferimento dell'indagine), l'Italia era anche lo Stato con più processi penali pendenti (quasi 1,5 milioni) e il secondo, dopo la Germania, per numero di cause civili in attesa di giudizio (4,7 milioni). "Il record svizzero è merito soprattutto del nostro codice di procedura che è molto snello, a differenza di altri Paesi dove l'essenziale è affogato nel generale - nota l'avvocato di lungo corso Franco Gianoni di Bellinzona -. Anche in Francia, ad esempio, non solo in Italia, gli strumenti notarili sono molto macchinosi; le nostre procedure, invece, rappresentano un diritto in movimento, l'applicazione del diritto".
Bocciata in efficienza, la macchina giudiziaria italiana è invece promossa in tecnologia, con un livello di eccellenza nell'uso dell'informatica, mentre in questa valutazione la Svizzera finisce dietro la lavagna. Nelle aule della giustizia rossocrociata, infatti, fotocopiatrice e fax la fanno ancora da padrone, e solo con l'entrata in vigore dei nuovi codici di procedura, civile e penale, è stata autorizzata la "memoria elettronica". Evoluzione complicata dal fatto che la firma elettronica è pressoché ignorata, come la possibilità di videoconferenze quasi nulla. A differenza dei Paesi Ue più moderni, l'introduzione di tutti i sistemi di comunicazione tra tribunali e parti in causa, come siti web, formulari elettronici o possibilità di vedere online lo stato di avanzamento di una causa sono deficitari. "È vero che i fax, per me incomprensibilmente, sono ancora usati e abbinati alle mail, ma il Tribunale federale da tempo ha adottato questi mezzi elettronici che in Ticino, effettivamente, non si usano. - dice Gianoni -. In fondo anche i mezzi devono essere proporzionati alla realtà. Ciò non mi ha però impedito, nelle cause internazionali, di organizzare teleconferenze da Bellinzona con avvocati e testimoni negli Usa". E non è certo un problema di budget, visto che la Svizzera (altro record) è tra gli Stati che garantiscono più denaro al sistema giudiziario: mentre la media continentale si assesta sui 72,5 franchi per abitante, Berna ne riconosce più del triplo, circa 240 franchi.
Altro piccolo "neo" segnalato dal Consiglio d'Europa è la crescita delle "quote rosa". Un fenomeno che si va espandendo nella maggior parte dei Paesi, ma non in Svizzera, e men che meno ai livelli più alti della giustizia. In compenso, con Norvegia e Principato di Monaco, i giudici elvetici di ultima istanza guadagnano il doppio della media europea dei colleghi. Ma non è certo questo a influire sull'efficienza, visto che subito alle loro spalle (con 97'833 euro netti all'anno) ci sono i giudici di Cassazione italiani.

http://www.caffe.ch/stories/cultura/48461_la_giustizia_elvetica__la_pi_veloce/

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