Encefalogramma piatto - di Simone Torresani

Encefalogramma piatto - di Simone Torresani

Siamo ormai ridotti ad uno stato comatoso profondo e irreversibile, da encefalogramma piatto.

Ormai i ministri del Governo Renzi vengono giudicati solo dai canoni estetici e dalle battutine che pronunciano: l' ultimo caso, quel che è successo a Maria Elena Boschi, è emblematico.

Il ministro (uso il termine al maschile in quanto noi siamo, con orgoglio, politicamente scorretti) già noto per le sue doti estetiche, per i bikini in spiaggia e le congetture sulla vita sentimentale, ha fallato attirando l' ira di animalisti e comuni cittadini amanti di animali.

Polemica da giornali, da rotocalchi.

Ma che è successo di così ferale?

Ospite ad una "Festa dell' Unità" nella provincia laziale, il ministro ha degustato un piatto tipico a base di carne di cavallo.

Avendo senz' altro il palato fine, Boschi ha elogiato la pietanza, rammaricandosi che "a Roma le macellerie di carne equina sono rare", quindi sarà difficile ripetere il bis.

Non l' avesse mai detto: polemiche, animalisti insorti, comuni cittadini mai offesi o indignati per lo scempio economicida ( citazione di P.Barnard), per la disoccupazione giovanile galoppante, il massacro del territorio, l' imbarbarimento dei costumi, hanno dato fiato alle trombe dell' indignazione, delle frasi fatte, dei luoghi comuni.

L' ex ministro forzaitaliota Michela Brambilla ha alimentato la speculazione politica, parlando di "venti milioni di italiani possessori di animali domestici indignati", perché il cavallo, dice, deve essere parificato nei diritti al cane ed al gatto.

Servono, urgono nuove leggi a tutela dei cavalli, per la soppressione degli allevamenti di carne equina, delle macellerie equine -altri disoccupati a spasso, tanto mangiano in casa di Brambilla e company- e il consumo di carne va limitato a tre giorni al mese, dicono i dottori, perché sennò aumenta il colesterolo eccetera.

Premesso che il colesterolo è nel cervello degli italiani e ottunde le loro capacità mentali, premesso che è dannoso l' uso intensivo ed industriale dell' allevamento da carne per i Mc Donald's e le grandi catene similari, non gli allevamenti tradizionali di ricette anche esse tradizionali , vecchie di secoli, che sono alla base della buona cucina italica, si resta basiti da come due generazioni di benessere abbiano ormai fiaccato il popolo italiano ed occidentale.

I problemi oggi sono i diritti dei cani e dei gatti, le macellerie di carne equina, salvare gli agnelli dall' abbacchio, portare i cani sul treno eccetera.

Rincoglioniti dal benessere e dall' egoismo conseguenza di esso, gli italiani anziché far figli comprano animali domestici e li trattano come bambini, snaturandoli; inoltre l' animale da compagnia, si sa, non contesta, quindi il padrone può plasmarlo a sua immagine e somiglianza (coi figli è dura..).

Siamo in caduta libera verticale e ci si preoccupa e indigna per una frase detta da un ministro davanti ad una tavola imbandita, in una serata da sagra di paese, senza alcuna ufficialità.

In una pagina di "1984", George Orwell racconta di come i "prolet", in un mercato di Londra, fecero a pugni e spintoni per accaparrarsi alcune batterie di pentole giudicate meno ammaccate delle altre: "ci mettessero tale passione anche nel pensare e non saremmo così", ragionò grossomodo Winston Smith, il protagonista.

Siamo al livello di "1984", sia come società e sia come depravazione delle masse, degradate ormai a prolet.

La sola differenza è che in "1984" i prolet, che mai eran stati devastati dal consumismo, litigavano per le pentole senza ammaccature e invece da noi, nel crepuscolo della civiltà occidentale, ci si accapiglia perchè un ministro vorrebbe trovare una macelleria equina a Roma.

Pazienza.

Ci ridurremo ad un Paese di straccioni senza diritti, senza lavoro, senza soldi, senza futuro, commissariati dalla Troika, però volete mettere la bellezza di non trovare una macelleria di carne equina?

Vale proprio la pena di pagare più IMU, TASI, fare debiti su debiti con le finanziarie e ricevere le cartelle esattoriali!

Chissà perché la gente non esprime indignazione per l' aumento delle bollette di gas e luce a partire dal 1 ottobre, ennesimo salasso per le famiglie..

Forse perché gas e luce non sono politically correct e non si devono fare battaglie per i loro "diritti"..

Fonte: Il giornale del Ribelle

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