Draghi: un messaggio dai toni inquietanti

Draghi: un messaggio dai toni inquietanti

Sappiamo tutti che col termine di “linguaggio mafioso” intendiamo un modo di esprimersi allusivo, ma al tempo stesso minaccioso, quasi mai diretto e, proprio per questo, forse ancor più intimidatorio.

Quando però l’allusione non viene compresa, il linguaggio mafioso può anche diventare schietto e diretto, ma, in questo caso, si tratta anche dell’ultimo avvertimento.

E’ la considerazione che mi sono sentito di fare quando ho letto la dichiarazione di Mario Draghi: “Se non fanno le cose giuste spariranno per sempre dalla scena politica, perché non saranno rieletti”.

Dunque, facciamo chiarezza, Mario Draghi è … il Presidente della Bce, quindi un banchiere centrale, i suoi interventi dovrebbero riguardare essenzialmente i mercati finanziari e limitarsi alle questioni di politica monetaria.

In questo caso, invece, egli non solo si intromette in questioni che non gli competono, ma va molto al di là.

Andiamo con ordine. Chiediamoci innanzitutto a chi si sta rivolgendo Draghi. Sembrerebbe evidente che il suo sia un monito agli attuali governanti dei vari Stati dell’eurozona, ma a tutti? Beh, no di certo, diciamo solo a quelli “indisciplinati”. E chi sono questi? Proviamo ad indovinare: Hollande? Renzi?

Ora, se Draghi avesse fatto solo “un’invasione di campo” il problema sarebbe stato di poco conto, spingersi al di fuori della propria sfera di competenza non può essere considerato un crimine, qui, però, la cosa è di ben altro spessore.

Draghi minaccia addirittura di “far sparire dalla scena politica” e “per sempre” chi “non fa le cose giuste” … e le cose giuste chi le decide? Lui?

Ed, ancor peggio, aggiunge “perché non saranno rieletti” … e chi decide coloro che verranno eletti? Lui? O il popolo sovrano?

Sembra proprio, a leggere le parole di Draghi, che le elezioni siano una sceneggiata, una specie di pantomima, per far credere ai cittadini di vivere in una democrazia e quindi far loro ritenere che sia il popolo ad essere sovrano, mentre nella realtà è lui, sì insomma il potere che egli rappresenta, a decidere chi sarà eletto e chi no.

Ma a vostro parere è accettabile, per un cittadino che crede di vivere in una società democratica, sentire certe affermazioni?

E nessuno ha niente da obiettare a Draghi? Dobbiamo davvero accettare tutto passivamente?

C’è di che rimanere allibiti!

Giancarlo Marcotti

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