Renzi come la Thatcher? MAGARI!!!

E’ la dimostrazione più lampante di come l’Italia sia ormai destinata al totale fallimento, un Paese che, seguendo politiche falsamente sociali, ha distrutto tutto quanto creato nel glorioso dopoguerra, negli anni in cui l’economia italiana era un modello da imitare e tutto il mondo ammirava e cercava di copiare il nostro “miracolo economico”.

Abbiamo distrutto tutto, certo, rincorrendo una deriva populista, in cui l’egualitarismo ha portato all’impoverimento, non solo economico, ma soprattutto sociale e culturale.

Oggi anziché renderci conto che quella “politica” ci ha condotti a vivere in uno Stato “melmoso”, in una società che anziché premiare l’intraprendenza e l’eccellenza fa di tutto per reprimerla, si arriva a sostenere che la crisi attuale in cui versa il nostro Paese deriva dal fatto di non aver ancora percorso fino in fondo quella strada che ci sta portando al declino.

Tutto questo è semplicemente pazzesco.

Abbiamo fatto diventare il “genio” italiano qualcosa di “stonato”, tutto ciò che differisce dalla “mediocritas” va combattuto anziché esaltato, eppure abbiamo dimostrato proprio noi a tutto il mondo che la singola intraprendenza è un arricchimento generale, sociale, un bene assoluto.

Come si fa a non capire che “mediocrità genera mediocrità” e “ingegno genera ingegno”?

Eppure la storia è “lì”, ben visibile a tutti, la storia è “passato”, quindi qualcosa di già vissuto, qualcosa che abbiamo già conosciuto, sembra impossibile che non abbia insegnato nulla.

Insomma, per concludere con una metafora, se ad un certo punto, deviando dalla strada maestra che stavamo percorrendo che aveva una carreggiata ampia e ben asfaltata, abbiamo imboccato una via più stretta e tortuosa che col passare dei chilometri si è fatta sempre più dissestata ed ora è diventata pure sterrata, ci sono buche e pozzanghere e rischiamo di rimanere infangati, come dobbiamo comportarci?

Lo stolto dirà “andiamo avanti, in una qualche maniera ne usciremo”, la persona intelligente dirà “è inutile continuare su questa strada, rischiamo di impantanarci e di non essere più in grado di uscirne, è meglio fare un’inversione e tornare sulla retta via”.

Vogliamo denigrare il buon senso e chiamarlo con il termine che ha assunto una accezione negativa di “restaurazione”?

Facciamolo pure, non si salva l’Italia con le parole, ma con i fatti, ed i fatti dicono che bisogna tornare ad avere lo spirito innovativo che ci ha caratterizzati negli anni in cui abbiamo creato il miracolo economico, ma per farlo occorre liberarci da tutte quelle vischiosità che non ci permettono più di essere “intraprendenti”.

E’ doveroso farlo, ed in fretta, prima di ritrovarci fra le macerie.

Abbiamo bisogno di LIBERTA’.

La libertà stimola l’intraprendenza, la creatività, il genio tutte qualità che sono insite nel nostro popolo, facciamo tornare l’Italia al posto che merita.

Giancarlo Marcotti

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