La guerra al terrorismo è un "fiasco"costoso - di Loretta Napoleoni

Alla vigilia del tredicesimo anniversario della tragedia dell'11 settembre, il presidente Obama ha spiegato agli americani perché non è possibile mettere la parola fine a una guerra che sembra destinata ad accompagnarci almeno per un altro decennio. A dispetto di quanto promesso e professato pubblicamente, le due amministrazioni Obama hanno fatto ben poco per ridurre l'intervento militare americano nel mondo. Anzi, il presidente ha usato tutti gli strumenti offerti dal Patriot Act ed implementati dal suo predecessore per scavalcare il Congresso ed autorizzare operazioni militari.
La guerra in Afghanistan, lungi dall'essere risolta, è stata estesa oltre la presidenza attuale. La Cia ha ottenuto mandati particolari per usare forze speciali nell'attacco ad obiettivi in Pakistan, Somalia, Yemen e Libia. Nel 2011 la casa Bianca ha autorizzato i bombardamenti in Libia senza prima richiedere il via libera del Congresso. Nell'estate del 2014 i bombardamenti contro lo Stato Islamico in Iraq, ed ora anche in Siria, sono avvenuti senza il supporto del Congresso.
Pochi sanno che, da quando Washington ha deliberato il rientro delle truppe in Iraq e nonostante la promessa del presidente di non rimandare i soldati indietro, da giugno più di 1.100 militari sono stati rispediti in Iraq. Un numero destinato ad aumentare se, come ha spiegato Obama al Paese, gli americani non solo armeranno ma si occuperanno di formare i ribelli siriani nelle basi militari offerte dall'Arabia Saudita. In pochi anni l'amministrazione della speranza ha rispolverato tutti i cimeli della Guerra Fredda, dall'attività di spionaggio dei propri cittadini da parte della National Security Agency, fino alla classica guerra per procura già combattuta in Vietnam. Il tutto con i soldi degli americani e senza che essi se ne rendano conto, ultima spesa 500 milioni di dollari per armare e formare immediatamente i ribelli siriani.
La storia, insomma, si ripete. Ma nella settimana dell'anniversario dell'11 settembre è nostro dovere fare un bilancio di quanto è accaduto e prendere atto, anche se solo per pochi minuti, del fiasco completo della guerra contro il terrorismo. Non solo in Medio Oriente, ma anche a casa nostra in termini di libertà individuali e valori della democrazia.

Fonte: www.caffe.ch

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