La City è tranquilla e la sterlina vola - di Loretta Napoleoni

La City è tranquilla e la sterlina vola - di Loretta Napoleoni

La Scozia rimane nel Regno Unito, la bandiera, la Union Jack, non sarà ridisegnata, una notizia che all'alba di venerdì scorso ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla City di Londra e a tutte le piazze affari. Ed infatti i mercati sono volati, la sterlina ha ripreso quota, anche se tutti gli occhi adesso sono puntati su David Cameron, primo ministro britannico, l'uomo che ha promesso agli scozzesi una serie di riforme per aumentare la loro indipendenza da Londra, a patto che rimanessero nel Regno Unito. Riforme che adesso dovrà presentare al parlamento.
Il voto, 45 per cento a favore dell'indipendenza e 55 per cento contro, ha confermato che i movimenti secessionisti sono meno popolari di quanto si creda. La maggioranza silenziosa in genere non li appoggia. Sicuramente nel voto scozzese questa maggioranza, che nei mesi scorsi è rimasta nascosta, si è recata in massa alle urne. Il 90 per cento della popolazione si era registrato per il referendum e l'85 per cento ha votato, inclusi i ragazzi dai 16 anni in su.
Una vittoria per la democrazia, hanno scritto i giornali di mezzo mondo, ed infatti lo è. A differenza della Spagna, dove il governo si rifiuta di concedere il referendum per l'indipendenza alla Catalogna, o dell'Italia e del Belgio, dove i movimenti indipendentisti sono costantemente in collisione con i governi per lo stesso motivo, il Regno Unito ha chiesto agli scozzesi se volevano continuare a far parte dell'Unione. Lo ha fatto mettendo sul tavolo i vantaggi di un matrimonio che dura da più di 300 anni, primo fra tutti l'unione economica e monetaria.
Rispolverando e riformulando in chiave moderna il celeberrimo discorso di Menenio Agrippa alla plebe romana, Londra ha spiegato agli scozzesi che un divorzio sarebbe stato disastroso. Non solo per la Scozia, che avrebbe perso l'uso della sterlina e si sarebbe ritrovata da un giorno all'altro senza una moneta propria, ma anche per il resto dei Paesi dell'unione, che avrebbero perso un pezzo di nazione. L'uscita della Scozia dal Regno Unito, infatti, senza accollarsi la sua porzione di debito, avrebbe fatto gravitare quello del rimanente Regno Unito indebolendo la sterlina ed esponendola a speculazioni al ribasso.
Il dialogo, la campagna elettorale, il referendum hanno funzionato ed oggi gli scozzesi sono soddisfatti, la democrazia ha vinto ancora una volta in Gran Bretagna. Una lezione di maturità politica di cui i membri dell'Unione europea dovrebbero far tesoro.

Fonte: www.caffe.ch

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