I ladri del pd e le multe - di Eugenio Orso

I ladri del pd e le multe - di Eugenio Orso

Come si fa pagare il conto presentato dai padroni alla popolazione? In molti modi. Si possono ridurre i posti letto negli ospedali, fregandosene delle conseguenze e della sorte dei malati, oppure congelare per un decennio gli aumenti ai dipendenti pubblici. Ancor peggio, si possono vendere le municipalizzate e fare un regalo agli squali privati, in termini di gestione dei trasporti, della luce, dell’acqua e del gas. A livello locale, dove quasi ovunque, ormai, “non si muove foglia che il pd non voglia”, si massacrano i cittadini con comminando le multe, dette impropriamente contravvenzioni stradali. Queste multe, già di per sé pesanti, per essere riscosse intimidendo il taglieggiato e aumentando la cifra estorta, sovente passano attraverso equitalia.

Che il pd sia un covo di ladri, a livello centrale come a livello di enti locali, dovrebbe essere cosa arcinota – Greganti, Orsoni, Bonaccini, Richetti, solo per citare gli ultimi malviventi subpolitici indagati o “incassettati” – ma è chiaro che questi ladruncoli operano per conto terzi, e buona parte del bottino non resta nelle loro tasche. Lo esigono i loro padroni sopranazionali, attenti “ai conti pubblici” con piglio spietatamente ragionieristico, che in tasca ai miserabili esecutori lasciano solo una quota del maltolto.

Da qualche tempo sto ricevendo una valanga di multe, gonfiate da interessi e altre voci. Solitamente, di mezzo ci sono i riscossori-criminali di equitalia, complici del pd nelle estorsioni. Il pretesto è che possiedo un paio di automobili, che peraltro uso poco, compiendo sempre e comunque gli stessi, brevi tragitti. Non vado a velocità elevata, non mi dimentico di mettere la freccia, arrivato a destinazione parcheggio con estrema attenzione, consapevole dei rischi che corro. Eppure, ultimamente le mie targhe sono bersaglio di multe incredibili, aumentate ad arte dai riscossori-ricattatori. Esempio concreto e lampante: devo aver lasciato la macchina in un parcheggio libero nelle ore in cui passa la spazzatrice stradale, e per questo mi hanno affibbiato subito la multa. Occasione da non perdere per rastrellare soldi. Solo che non ho trovato la multa sul parabrezza dell’automobile, perché se così fosse stato, sapendo di non avere scampo, avrei dovuto pagarla al più presto. Non possiamo far nulla, se non evitare ulteriori sanzioni e interessi, o “interventi punitivi” sul veicolo. Non sapevo di aver “preso una multa” se non quando mi è arrivato a casa l’avviso di raccomandata dai tagliagole di equitalia (versione “soft” dello stato islamico), con tanto di “affissione” sulla porta e deposito in comune. Un testo, quello della raccomandata, scritto per intimidire, per spaventare, per vessare. La multa era dei vigili del comune di Monfalcone, retto ovviamente dai piddini. La cifra della multa era ben superiore ai duecento euro, da pagare entro sessanta giorni dal ricevimento della raccomandata. E’ chiaro che la cifra è stata aumentata ad arte (con interessi e altri ammennicoli), profittando del fatto che io, non avendo trovato la multa in bella posta sul parabrezza, ignaro di tutto, non ho pagato per tempo! La stessa cosa mi è accaduta una seconda volta. Reloaded. Preciso che quando posso evito di parcheggiare nel comune di Monfalcone, in provincia di Gorizia e nelle mani del pd, avendo già avuto tristi esperienze in tema di “illeciti amministrativi” e multe. Come ti muovi con la macchina, pur senza superare limiti di velocità o guidare in stato di ebrezza, quei ladri vigliacchi t’impallinano e per una sciocchezza devi pagare centinaia di euro.

Oggi, all’ora di pranzo, telefonando a casa ho appreso, dalla compagna di mio figlio, che era arrivata un’ennesima raccomandata a mio nome e che si trattava di nuove multe, per un totale di circa duecento euro. Se è vero quello che mi ha detto la compagna di mio figlio, questa volta la botta arriva, sembrerebbe, da Venezia (pd, Orsoni, scandalo del Mose, eccetera). Peccato che io da anni non vado in provincia di Venezia con l’automobile, e quindi ai primi di settembre del corrente anno non potevo essere là, alla guida di un mio veicolo. Questa sera, quando arriverò a casa, prenderò personalmente visione della cosa, leggendomi la raccomandata. La ragazza potrebbe aver sbagliato, oppure equivocato … per una semplice come lei queste missive sono troppo sibilline e contorte, scritte volutamente per confondere. Accerterò se veramente la raccomandata arriva dal comune di Venezia (pd, Orsoni, scandalo del Mose), oppure se il beneficiario della sottrazione di reddito è ancora una volta la squallida ”amministrazione” piddina di Monfalcone. O ancora, se è l’ancor più squallido pd del comune di Staranzano (provincia di Gorizia) a volere i miei soldi. Sono certo a priori di non poterci fare nulla, di non poter sottrarmi alla criminale ruberia piddina, che ci sta facendo mancare anche l’aria, per non parlare di quello che ci accadrà con l’acqua. Non credo di essere l’unico e il solo a subire simili, continui taglieggiamenti. Chissà quanti altri, colpiti da multe sempre più pesanti per mere sciocchezze – oppure senza nulla aver fatto! – in questo momento devono pagare agli “amministratori” piddini svariate centinaia di euro!

Ecco un modo, fra i tanti, per razziare gli ultimi denari che la popolazione ha in tasca, i miseri risparmi residuali. Questo fanno i comuni, gli enti locali che dovrebbero essere “più vicini” alla popolazione, con la scusa che sono soggetti al taglio e alla “razionalizzazione” della spesa pubblica. Come ho avuto modo di notare, per quanto riguarda le “mie” multe, in tutti i casi si tratta di amministrazioni nelle mani dell’infame pd collaborazionista. Sì. Proprio quello che ci ha venduti alla classe globale finanziaria e ci sta spennando per servire con zelo il padrone sopranazionale! Ah, quasi dimenticavo … lo fa anche per se stesso, visto che il padrone gli concede una parte, per quanto piccola, del bottino, come vi potrebbero confermare Greganti, Orsoni, Bonaccini, Richetti, eccetera, eccetera.

Fonte: Pauperclass

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