Forza Italia, Berlusconi ha scelto il suo successore: sarà Matteo Renzi

Forse ci sarà una accelerazione, quando le cose, che dovrebbero rimanere segrete, improvvisamente diventano di dominio pubblico, è bene che si concretizzino al più presto.

Ebbene, è noto che Silvio Berlusconi ha sempre avuto il cruccio della propria successione in Forza Italia, il suo, più che un partito “azienda” era un partito “personale” il cui leader non era tutto … era molto di più.

Ed allora il problema della successione non era “un” problema, bensì “il” problema.

Tralasciando infatti la disastrosa scelta di una nullità come Alfano, nessuno ha mai ritenuto che l’opzione Toti potesse essere “seria”, e quando all’orizzonte ha cominciato ad essere visibile la stella di Matteo Renzi per il Cavaliere è scoccata la scintilla.

I successi imprenditoriali e politici di Berlusconi si sono sempre basati sugli stessi presupposti, servivano persone di un certo tipo nei posti strategici, e Berlusconi le ha trovate, a Mediaset (Confalonieri), a Publitalia (Dell’Utri) al Milan (Galliani), e per la sua successione in azienda va benissimo Piersilvio, ma non si trovava nessuno che potesse far continuare quella che forse è la sua creatura della quale va più orgoglioso: Forza Italia.

Ma adesso lo ha trovato.

E potrà essere proprio Matteo Renzi colui in grado di arrivare a concretizzare il sogno di Berlusconi, cioè guidare un partito che possa raccogiere più del 51% dei consensi elettorali, un partito che abbia la maggioranza assoluta in Parlamento ed in grado, quindi, di cambiare davvero l’Italia.

Il sogno di Berlusconi potrebbe così diventare realtà, il sogno per il quale nel 1994 era disceso in campo: “costruire un nuovo miracolo italiano”.

Naturalmente tra il dire ed il fare, come suol dirsi … quindi il più … è ancora da costruire, ma ciò che è certo è che mai come in questo momento in Italia potremmo essere vicini ad una svolta epocale, una rivoluzione con un grande punto interrogativo: i rapporti con l’Europa.

Potrebbe infatti arrivare dal nostro Paese la spallata decisiva all’Europa, almeno così come è stata finora pensata, la logica farebbe pensare ad un qualche tipo di accordo preventivo, ma se si vogliono fare le rivoluzioni, l’ultima cosa che si deve avere è … la paura.

Giancarlo Marcotti

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