Deflazione, i supermercati UK certificano l’allarme

Deflazione, i supermercati UK certificano l’allarme

La bassa inflazione, ovvero l’anticamera della temuta (Giappone docet) deflazione, rappresenta da tempo uno dei più seri motivi di preoccupazione per l’Europa. A certificare i timori molteplici sintomi sperimentati nel Vecchio Continente ai quali, da ultimo, si è aggiunto in questi giorni un altro segnale preoccupante: il valore delle vendite della grande distribuzionebritannica. Lo riferisce la BBC nella sua edizione online. Nell’ultimo trimestre, riferisce l’emittente citando i dati della società di ricerca KantarWorldpanel, l’ammontare delle vendite (in termini di controvalore) è salito su base annuale dello 0,8%. L’incremento più basso da 10 anni a questa parte. Nello stesso periodo il tasso di inflazione misurato al banco del supermarket è stato pari allo 0,2%.

In questo contesto caratterizzato dal duplice effetto “concorrenza/bassa inflazione” ad ottenere i profitti maggiori sono stati gli operatori del segmento discount come Aldi e Lidl. La quota di mercato del primo è salita nell’ultimo anno dal 3,7 al 4,8%. Quella del secondo dal 3,1 al 3,6%. Secondo Kantar, rileva la Bbc, sarebbe stata determinante la deflazione che ha colpito alcuni prodotti chiave come verdura, latte e pane. Le quattro principali catene di supermercati del Regno Unito - Tesco, Asda, Sainsbury’s e Morrisons – in ogni caso controllano ancora i 3/4 del mercato nazionale.

Fonte: www.valori.it

Matteo Cavallito @ cavallito@valori.it

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