Alla Partita della Pace una brutta gaffe per Papa Francesco

Alla Partita della Pace una brutta gaffe per Papa Francesco

Una lodevole iniziativa benefica, “ispirata” da Papa Francesco, promossa da Javier Zanetti e svoltasi con una degna cornice di pubblico alla Stadio Olimpico di Roma: la partita della Pace.

L’adesione all’iniziativa di tanti fuoriclasse ed ex stelle del calcio che non hanno voluto far mancare la loro presenza ha impreziosito, dal punto di vista mediatico, l’evento e, naturalmente, stella fra le stelle, Diego Armando Maradona.

Se vogliamo rimarcare le assenze due sono state quelle importanti, dopo esser stato annunciato in pompa magna, all’ultimo momento non è arrivato a Roma Lionel Messi, ufficialmente per un infortunio, ma l’asso argentino avrebbe comunque potuto esserci, magari solo per battere il calcio d’inizio, e quella di Francesco Totti, da sempre molto sensibile alle iniziative umanitarie, ma impossibilitato a partecipare per impegni precedenti.

Prima dell’inizio della partita è stato trasmesso un messaggio che Papa Francesco ha voluto mandare al mondo intero, e qui, a mio parere, il Pontefice è scivolato in una gaffe che avrebbe potuto tranquillamente evitare.

Lancia infatti il messaggio parlando in spagnolo, la scelta potrebbe già essere discutibile, il Papa è Vescovo di Roma e capo supremo di Santa Romana Chiesa, la partita si gioca a Roma e dai suoi abitanti arriva la quasi totalità del pubblico che, con la sua presenza ha contribuito agli incassi dell’evento che sono stati devoluti a due associazioni che si occupano dell’infanzia nella degradata periferia di Buenos Aires.

Una scelta quindi, discutibile, ma tollerabile. Papa Francesco, però, si è spinto in là, e qui a mio avviso ha commesso una gaffe, volendo sottolineare che egli parla in spagnolo (“castigliano”), in quanto, ci tiene a specificare, “E’ la mia lingua del cuore”.

Un Papa non dovrebbe avere “una lingua del cuore”, un Papa è ciò che di più universale esiste, cosa significa quell’espressione? Che quando si esprime in una lingua diversa dal castigliano “non sta parlando con il cuore”?

Veramente Papa Francesco quella cosa poteva risparmiarsela, nessuno lo ha obbligato a diventare Vescovo di Roma e Capo della Chiesa Universale, avrebbe potuto benissimo rimanere a fare il Vescovo di Buenos Aires se lì ha il suo cuore.

Giancarlo Marcotti

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