Un legame fra geni e strategie competitive

 

L'adozione di differenti strategie in un gioco competitivo è collegata con varianti geniche che modulano i livelli di dopamina in due aree del cervello coinvolte nella valutazione di una ricompensa. Le implicazioni di questa scoperta vanno oltre lo studio dei processi decisionali e riguardano anche la conoscenza su meccanismi cerebrali implicati in diverse malattie (red)
Per la prima volta è stato dimostrato un collegamento diretto fra particolari varianti geniche e la tendenza delle persone a prendere specifici tipi di decisione in contesti competitivi. I geni coinvolti sono quelli che regolano i livelli di dopamina in alcune aree del cervello, fra cui le aree responsabili della valutazione della ricompensa in seguito di un'azione. La ricerca grazie a cui è stato scoperto questo collegamento è stata effettuata da un gruppo di neuroscienziati e psicologi dell'Università della California a Berkeley, ed è stata pubblicata sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”
 
Un legame fra geni e strategie competitive
Durante un gioco competitivo le scansioni cerebrali mostrano un'elevata attività nella corteccia prefrontale mediale (in alto) e nello striato (in basso). (Cortesia Ming Hsu, UC Berkeley)
 
"Sappiamo che quando le persone competono tra loro, entrano in gioco due distinti processi di apprendimento", spiega Eric Set, primo firmatario dell'articolo. "Il primo implica la conoscenza dalle conseguenze delle proprie azioni, ed è chiamato apprendimento per rinforzo per prova ed errore. Il secondo, chiamato belief learning, è un po' più sofisticato, e con esso le persone cercano di creare un modello mentale degli altri giocatori, con l'obiettivo di anticipare e rispondere alle le loro azioni."

Studi di brain imaging hanno inoltre mostrato che nei giochi competitivi si attivano fortemente due aree cerebrali: la corteccia prefrontale mediale (la parte esecutiva del cervello), e lo striato, che gestisce il livello di motivazione. In entrambe le aree il neuromediatore principale è la dopamina. 

In questo studio i ricercatori hanno arruolato 217 volontari e ne hanno sequenziato il genoma identificando circa 700.000 varianti genetiche, per poi concentrarsi sulle 143 varianti che riguardavano i 12 geni che partecipano alla regolazione della dopamina. Alcuni di questi geni sono coinvolti principalmente nella modulazione dei livelli di dopamina nella corteccia prefrontale, mentre gli altri lo fanno principalmente nello striato.

Successivamente, Set e colleghi hanno impegnato i soggetti in una serie di sessioni di un gioco competitivo che prevedeva l'impiego di diverse strategie, e che permetteva, come già dimostrato in precedenti studi, di distinguere le prestazioni basate sull'apprendimento per prova ed errore da quelle che richiedono un pensiero strategico basato sulla capacità di anticipare e rispondere alle azioni degli altri, o di immaginare che cosa stia pensando l'avversario e rispondere in modo adatto (belief learning). 

Dall'analisi statistica dei dati è risultato che le differenze in quest'ultimo tipo di apprendimento sono associate con specifiche variazioni in tre geni che influiscono principalmente sul funzionamento della dopamina nella corteccia prefrontale mediale.

Al contrario, le differenze nell'apprendimento rinforzo per prova ed errore, cioè quanto velocemente si dimenticano le esperienze passate e quanto velocemente si cambia strategia, è associato con le varianti in due geni che influiscono principalmente sui livelli di dopamina nello striato.

Le implicazioni di questi risultati, osservano i ricercatori, vanno oltre lo specifico ambito dello studio dei processi decisionali e, in prospettiva possono influire sulla nostra comprensione dei meccanismi implicati in diverse malattie che coinvolgono la dopamina, per esempio la schizofrenia e i disturbi dell'interazione sociale, come l'autismo.
Fonte: www.lescienze.it

Un legame fra geni e strategie competitive
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog